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Riordino del servizio farmaceutico:ddl863 ed emendamenti
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aldo75

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MessaggioInviato: 18 Giu 2011 13:11:47    Oggetto:  Riordino del servizio farmaceutico:ddl863 ed emendamenti
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La XII Commissione igiene e sanita' del Senato ha adottato il ddl 863 come testo base da portare avanti ed ha fissato la data ultima di presentazione degli emendamenti da riferire al suddetto disegno di legge, per martedì 14 giugno 2011, entro le ore 18.

Questo il testo del ddl


Questo lo stato dei lavori al Senato


Da segnalare il parere contrario della conferenza Stato-Regioni espresso a seguito della audizione in Senato e sintetizzato in un documento che evidenzia varie criticita':



Gli emendamenti al ddl 863, i cui termini di presentazione in Commissione igiene e sanità del Senato sono scaduti lo scorso 14 giugno, sono in totale 119, la maggior parte di questi orientati a riformare i meccanismi regolatori della distribuzione del farmaco, nell’ottica di creare le condizioni per un allargamento dell’imprenditoria nel settore.
Da un primo esame dei testi degli emendamenti (che appena disponibili saranno postati anche sul forum) risulta che i temi più gettonati sono quattro: le parafarmacie, la distribuzione delle farmacie sul territorio, il regime concessorio delle farmacie e le modalità concorsuali per l’assegnazione delle nuove sedi farmaceutiche.

Per la prima volta ipotizzata da alcuni emendamenti la decadenza della concessione al compimento del settantesimo anno di eta' della persona fisica senza possibilita' di trasferimento della stessa.
Altro tema molto considerato è quello del quorum abitanti/farmacia che assume nelle proposte emendative i valori 1.000, 2.500, 3.000 e 3.500.


Tra gli emendamenti presentati riguardanti le parafarmacie, da segnalare

Quello a firma Ghedini(PD) e altri
Sulla liberalizzazione della fascia c (ricetta ripetibile) alle parafarmacie

Quello a firma Piccone (PDL)
Per la trasformazione delle parafarmacie dei farmacisti in farmacie convenzionate

Quello a firma Fleres (PDL)
Per la sopsensione dell'apertura di nuove parafarmacie

Quello a firma Astore (Misto)
Per regolamentare la denominazione e l’insegna delle parafarmacie prevedendo che adottino come denominazione “negozi di vicinato” mentre per l’insegna prevede che si utilizzino “caratteri della stessa grandezza, colore, font e senza l’utilizzo di artifici atti a separare la parola continua parafarmacia”.

Infine da segnalare le proposte formulate dal CONASFA una delle sigle che rappresentano i farmacisti non titolari:
Di seguito un’ampia sintesi dei punti salienti della proposta Conasfa il cui accoglimento, secondo quanto auspicato, “porterebbe all’apertura di 6000 nuove farmacie”:
1. no alla rottura del binomio farmaco-farmacista, no alla vendita di farmaci sp in confezioni starter senza il farmacista
2. vendita di prodotti di assistenza integrativa regionale solo in farmacia
3. switch di alcuni prodotti di fascia C a Sp
4. cambio denominazione da parafarmacia a emporio sanitario
5. abbassamento del quorum a 2800 abitanti
6. istituzione di farmacie, in deroga al criterio della popolazione, in stazioni, porti, aeroporti centri commerciali snodi autostradali
7. istituzione di farmacie stagionali nei centri turistici calcolando il quorum sulla base delle presenze e non dei residenti
8. assegnazione di tutte le farmacie disponibili mediante unica graduatoria regionale da rinnovare ogni 2 anni mediante concorso
9. nuove farmacie non ereditabili ne vendibili - farmacie esistenti ereditabili o vendibili una sola volta
10. il titolare gestisce la farmacia fino al 75 esimo anno, poi la farmacia va a concorso
11. la titolarità è concessa alla sola persona fisica del farmacista o al comune nella figura del sindaco; le società devono trasformarsi in società di gestione
12. concorso con quiz per selezionare gli idonei e poi graduatoria sulla base dei titoli di carriera
13. i comuni hanno un anno di tempo per aprire le sedi prelazionate che altrimenti vengono assegnate a un privato secondo graduatoria
14. la struttura che distribuisce farmaci per il Ssn deve avere un numero di farmacisti congruo rispetto al volume di lavoro
15. concorso straordinario per titoli ed esami - no a maggiorazioni per i farmacisti rurali sussidiati o per titolari o direttori di esercizi di vicinato - no a sedi riservate a under 40
16. no a necessità d’ idoneità per sostituzione titolare
17. idoneità ottenibile solo per concorso

Seguiranno aggiornamenti e testi
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MessaggioInviato: 18 Giu 2011 13:11:47    Oggetto: Adv






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ordfarmsa

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MessaggioInviato: 21 Giu 2011 00:20:04    Oggetto:  
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Riordino, si torna a parlare di limiti di età per i titolari

Nel ddl di riordino del servizio farmaceutico si torna a parlare di limiti di età per i titolari di farmacia. A prevederlo sono due tra i circa 150 emendamenti al ddl Gasparri-Tomassini presentati entro la scadenza del 14 giugno alla commissione Igiene e sanità del Senato (nella foto Palazzo Madama). Il primo, provenienza Pdl, obbliga i titolari al trasferimento dell'esercizio al compimento del 75° anno di età; il secondo, targato Lega Nord, minaccia invece effetti più devastanti perché introduce il principio della non trasferibilità della concessione: in sostanza, al compimento del 70° anno di età il titolare restituisce la farmacia, che viene riassegnata. L'unica scappatoia è quella della società: in questo caso, infatti, l'emendamento impone al farmacista settantenne di cedere le proprie quote agli altri soci. Non è la prima volta che si parla di limiti di età per i titolari (ipotesi analoghe circolarono ai tempi del tavolo insediato dall'allora ministro Livia Turco) ma l'impressione stavolta è che si faccia sul serio. Innanzitutto c'è la sensibilità politica: secondo alcune fonti i due emendamenti avrebbero ottenuto ampio gradimento a Palazzo Madama, dove c'è fame di provvedimenti da colorare con gli slogan del lavoro e dell'occupazione giovanile. E poi ci sarebbe l'assenso della Fofi, che sul tema "dell'anzianità" ha avviato da tempo riflessioni al proprio interno. Sempre a proposito di emendamenti al ddl sul riordino, vale infine citare un'altra proposta targata Pdl, che sancirebbe l'incompatibilità tra proprietà (o partecipazione a società) di farmacia e proprietà (o partecipazione a società) di parafarmacia.


Tomassini: ideologico il no delle Regioni al ddl sul riordino(intervista farmacista33)

Nonostante il no delle Regioni, il ddl sul riordino del servizio farmaceutico va avanti per la sua strada e dovrebbe andare al voto del Senato entro la fine dell'anno. La stima è del senatore del Pdl Antonio Tomassini, presidente della commissione Igiene e Sanità di Palazzo Madama e cofirmatario del disegno di legge che la commissione stessa ha designato come "testo di riferimento" per la riforma. Farmacista33 lo ha intervistato per un aggiornamento sui lavori.

Presidente, cominciamo dal documento delle Regioni di tre settimane fa. Nelle vesti di coautore del ddl, che cosa risponde ai rilievi dei governatori?
Se permette, vorrei invece cominciare con una considerazione da presidente della commissione Igiene sanità. Il documento delle Regioni contiene considerazioni di principio che non possiamo accettare, soprattutto laddove si accusa il ddl 863 di incostituzionalità. Ma soprattutto, non è accettabile che a presentare in Senato un documento dai contenuti politici siano stati non i governi regionali ma i loro rappresentanti tecnici. Di fatto, è mancato un interlocutore politico ed è quindi mancata ogni possibilità di confronto e di approfondimento. Dalle Regioni, in sostanza, non è arrivato alcun contributo in senso propositivo.

E come cofirmatario del ddl che cosa dice?
Le riflessioni delle Regioni si basano in diversi casi su errori o mistificazioni. Loro contestano i dati sulle sedi vacanti, noi riconfermiamo che in base alle rilevazioni queste sedi non solo ci sono ma rappresentano anche un numero ragguardevole, almeno 600. Le Regioni sostengono che la distribuzione sul territorio delle farmacie è materia di loro competenza, noi invece riteniamo che vada individuato un punto di equilibrio tra economicità del titolare ed esigenze della popolazione e siamo anche arrivati a individuarlo in un quorum unico che comunque contempla ampia flessibilità.

Forse quello che è piaciuto di meno alle Regioni è il giro di vite sulla distribuzione diretta...
È evidente che la 405/2001 non ha dato i risultati che ci si attendeva sia dal punto di vista economico - perché le Regioni che più la praticano sono in rosso - sia dal punto di vista sociale, per i disagi arrecati ai pazienti e i ridotti profili di sicurezza legati alla dispensazione. Noi siamo per una razionalizzazione che comunque non si disgiunga dal ricorso a un modello di remunerazione delle farmacie basata sulla quota fissa per confezione.

E sulle parafarmacie? Le Regioni sono severe anche su questo punto...
Anche in questo caso siamo davanti a un provvedimento che non ha dato gli esiti sperati. Le parafarmacie rimangono prive di un'anima ben definita, la loro proprietà è di varia origine, non sempre corretta, e devono ancora trovare una collocazione propria in un mercato difficile. Anche su questo tema la posizione delle Regioni risente di ideologizzazioni che premono per la liberalizzazione di tutta la fascia C. Il nostro approccio invece è scientifico: da questa fascia si può anche spostare qualcosa, ma l'etico deve rimanere in farmacia e allora meglio trasformare in farmacie le parafarmacie che lo meritano, che siano di farmacisti o della Gdo.

Insomma voi andate avanti. E i tempi?
Noi andiamo avanti nello spirito di sempre, cioè aperti al confronto. Nei prossimi giorni la Commissione inizierà la valutazione degli emendamenti al ddl, ne sono stati presentati circa 150 e questo è un buon segnale perché quando c'è massima contrapposizione tra i gruppi se ne contano più di un migliaio. Sono ottimista, se la legislatura proseguirà fino alla scadenza come spero la commissione potrà licenziare il testo dopo l'estate e il Senato votarlo entro la fine dell'anno.

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MessaggioInviato: 22 Giu 2011 17:12:42    Oggetto:  
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Ancora sugli emendamenti al ddl 863 da ilfarmacistaonline del 22Giugno

È scaduto il 14 giugno il termine per la presentazione degli emendamenti al Ddl 863, scelto dalla commissione Igiene e sanità come “testo base” per procedere al riordino del servizio farmaceutico. Di seguito alcune delle proposte emendative più significative, ora all’esame delle commissioni Affari costituzionali e Bilancio di Palazzo Madama.

22 GIU - È scaduto lo scorso 14 giugno il termine ultimo per la presentazione degli emendamenti all’AS 863, “Disposizioni normative in materia di medicinali ad uso umano e di riordino dell’esercizio farmaceutico”. Il testo, come si ricorderà, è il risultato dal lavoro della commissione XII Igiene e sanità di Palazzo Madama che dopo aver esaminato i vari disegni di legge sulla materia, ha scelto come testo unico il Ddl 863 a firma dei senatori Antonio Tomassini (PdL), Maurizio Gasparri (PdL) e Giancarlo Serafini (PdL) e lo ha affidato, in qualità di relatore al senatore Luigi D’Ambrosio Lettieri, segretario della stessa commissione XII e vicepresidente della federazione degli Ordini dei farmacisti italiani.
Nello specifico, tra gli emendamenti presentati, va segnalato quello del senatore Salvo Fleres (PdL) la cui proposta punta alla sospensione della possibilità di aprire nuove parafarmacie. Sullo stesso tema, dall’opposizione, sono giunti numerosi emendamenti volti, tra l’altro, a consentire la vendita dei farmaci di fascia C al di fuori delle farmacie, a ridurre il quorum, a eliminare il criterio della distanza o, ancora, a trasformare in farmacie gli esercizi commerciali attualmente autorizzati alla vendita di medicinali.
Tra le segnalazioni ci sono anche quelle relative agli emendamenti a firma della senatrice Maria Rizzotti (PdL) finalizzati:
- ad aggiungere alle motivazioni che autorizzano la sostituzione temporanea nella conduzione della farmacia, la chiamata a funzioni pubbliche anche presso gli Ordini professionali o per incarichi sindacali elettivi anche non nazionali;
- a introdurre il limite di età di 70 anni per la titolarità e la direzione della farmacia;
- a inserire un’incompatibilità tra la titolarità di una farmacia e la proprietà degli esercizi commerciali autorizzati alla vendita di medicinali e la partecipazione in società proprietarie dei suddetti esercizi;
- a riformulare la disposizione relativa al concorso straordinario, limitandolo ai titolari di farmacia rurale sussidiata e di parafarmacia.
Tutte le proposte emendative sono ora al vaglio della commissione I Affari costituzionali, per la valutazione dei loro profili di legittimità costituzionale e della commissione V Bilancio per quanto attiene agli aspetti di compatibilità economica.
Le due commissioni, insieme alle commissioni per le Questioni regionali, per l’Istruzione pubblica e Beni culturali (VII) e per l’Industria, commercio e turismo (X) dovranno rendere, in sede consultiva, il proprio parere sul testo del disegno di legge che però nella corrente settimana non è inserito nell’ordine del giorno dei lavori della commissione XII

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