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ordfarmsa Guru

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Dalle Parafarmacie, quattro domande alla Fofi
05 MAG - In una lettera aperta al segretario nazionale della Fofi, Maurizio Pace, il Forum Nazionale Parafarmacie rivolge quattro domande chiedendo, in particolare, alla Federazione degli Ordini dei Farmacisti di farsi maggiormente rappresentante dei farmacisti titolari di parafarmacia.
Ecco il testo integrale della lettera aperta del Forum Nazionale Parafarmacie.
“Carissimo collega dr.Pace:
1- La ringraziamo per la sua continua richiesta di dialogo, ma le ricordiamo che, qual'ora lei se ne fosse dimenticato, nei mesi di Maggio e Giugno 2010 tutte le sigle presenti al convegno sono state ricevute da tutto il direttivo Fofi una prima volta, e da una rappresentanza una seconda, ed è stata presentata al Dr. Mandelli una nostra proposta condivisa per l'estensione alla vendita di tutti i farmaci di fascia C alle Parafarmacie. A tale proposta, che il Dr. Mandelli si era impegnato a voce di portare al Ministro Fazio, non abbiamo avuto nessuna risposta. Sfortunatamente nemmeno in tale sede dopo mesi di riflessione, lei ci ha dato una risposta...
2- La ringraziamo per averci fatto sapere che il nostro ordine professionale si è impegnato nella famigerata “Farmacia dei Servizi” (ci scusi, ma quale novità rappresenterebbe rispetto al passato?) e che avete fortemente a cuore le sorti di tutti i colleghi dipendenti in farmacia o lavoratori nelle rurali, ma per i vostri iscritti farmacisti titolari di Parafarmacie quali proposte avete e quali impegni vi assumete?
3- La ringraziamo per averci fatto vedere che in molti stati europei , di sicuro traino economico e chiaro esempio di economia rosea come Islanda, Norvegia, Polonia e Grecia la liberalizzazione delle Farmacie non è stata una buona scelta. Forse nel corso del convegno le è sfuggito che le nostre proposte parlano di farmacisti e Parafarmacie, non di liberalizzazione della Farmacia...Peccato non siano stati portati i casi di Francia, Regno Unito che sarebbero stati decisamente interessanti da valutare insieme.
4- Concordiamo con lei collega Dr. Pace quando intende focalizzare la discussione sulla figura professionale del farmacista e sulla sua dignità professionale più volte calpestata. Concordiamo con lei nel non dovere confondere capitali con professione, ma ci spieghi perché improvvisamente nelle sue argomentazioni sulla fascia C alle Parafarmacie dimentica tutto questo e punta solo al mero aspetto economico della cosa? E la nostra dignità professionale non dovrebbe essere l'ordine che lei rappresenta a doverla tutelare?” _________________ |
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ordfarmsa Guru

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Parafarmacie alla Fofi: “Perché non ci rappresenti?”. Fofi: “Tuteliamo tutti i farmacisti, non le attività imprenditoriali”
Il segretario della Fofi, Maurizio Pace, risponde al Forum Nazionale Parafarmacie. “Abbiamo a cuore tutte le componenti professionali, compresa quella che voi rappresentate”, ma, aggiunge, “se dobbiamo tutelare tutti i professionisti questa tutela non può cambiare in funzione delle attività imprenditoriali che il singolo professionista ha scelto in piena autonomia: quello è compito delle associazioni di categoria, cioè il vostro”.
05 MAG - Ecco il testo della lettera con cui il segretario della Fofi, Maurizio Pace, risponde alle domande poste alla Federazione dal Forum Nazionale Parafarmacie.
"Carissimi colleghi,
vi ringrazio per l’occasione che mi offrite per tornare sui temi del vostro convegno. Sfortunatamente non mi è stato possibile trattenermi molto oltre la fine del mio intervento delle 14, avendo un impegno federale alle 15. Avessi saputo che era previsto un dibattito avrei dedicato all’evento tutta la giornata e non soltanto la mattinata.
E allora, andando per ordine, comincerò dicendo che la Federazione non ha tra i suoi compiti e fini quello di trasmettere le proposte di questa o quella componente professionale al ministro della Salute o ad altri. La richiesta di una proposta condivisa era finalizzata, e propedeutica, a una discussione tra tutte le componenti professionali per giungere a una mediazione che, questa sì, la Federazione avrebbe potuto proporre - e non imporre - al decisore politico come espressione della professione nel suo complesso. Non altro.
Per la Federazione è un vanto essersi fatta promotrice della “famigerata” farmacia dei servizi, che fa leva proprio sulla professionalità del farmacista, sulla sua capacità di svolgere una funzione assistenziale e di ampliarla in funzione delle necessità della sanità e dei cittadini. Non c’è niente di nuovo rispetto al passato? Invitiamo tutti i colleghi che la pensano così a leggere i decreti applicativi della Legge 69/2009 o, al limite, a considerare anche un solo aspetto: viene di fatto rimosso il divieto a esercitare alcune professioni sanitarie in farmacia, un divieto che durava dal 1934. Se non è questa una novità, non so che dire.
Abbiamo a cuore tutte le componenti professionali, compresa quella che voi rappresentate. Ma le nostre proposte non possono che andare nella direzione di un ampliamento del servizio farmaceutico in cui aumentino le occasioni di accedere alla titolarità per tutti i non titolari, senza corsie preferenziali. Se dobbiamo tutelare tutti i professionisti questa tutela non può cambiare in funzione delle attività imprenditoriali che il singolo professionista ha scelto in piena autonomia: quello è compito delle associazioni di categoria, cioè il vostro.
Il fatto che le liberalizzazioni si siano proposte in tutta la loro forza in nazioni che – pare di capire – non vi sembrano presentare un assetto invidiabile forse dovrebbe far riflettere sulla razionalità delle liberalizzazioni stesse. Quanto all’invito a occuparci di Francia e Gran Bretagna, non se ne capisce il senso. In Francia non si vende un solo farmaco anche da banco fuori dalla farmacia convenzionata, nemmeno una compressa di paracetamolo e, inoltre, quel paese ha imboccato, con la legge Hpss, la stessa identica strada che l’Italia ha imboccato con la farmacia dei servizi. In Gran Bretagna, invece, la liberalizzazione è consistita soprattutto nell’elaborazione di una lista di prodotti da banco (General sale list o Gsl) che possono essere venduti anche nei supermercati o nei distributori di benzina senza intervento del farmacista. Oppure ci si riferisce alla proprietà delle farmacie, alle catene, all’abolizione della pianta organica? Come i colleghi ben sanno, solo l’Inghilterra, non la Scozia o il Galles, ha parzialmente deregolamentato l’apertura delle farmacie con il risultato che ora, per evitare la scopertura del territorio, hanno demandato ai primary care trust (l’equivalente delle Asl) di ristabilire un minimo di controllo. Se vogliamo discutere di tutto questo, volentieri accettiamo. E per inciso, anche in Gran Bretagna si sono da tempo risolti ad attribuire alle farmacie nuove prestazioni sociosanitarie.
Infine, la questione dell’etico di Fascia C. Se siamo d’accordo sull’aspetto di salvaguardare l’indipendenza dei professionisti rispetto all’ingresso nella farmacia delle società di capitali, non possiamo non considerare che la liberalizzazione dell’etico non rimborsato, associato alla liberalizzazione del prezzo – perché questo si è detto anche nel vostro convegno - porterebbe rapidamente alla scomparsa proprio degli esercizi di vicinato dei singoli professionisti. Un mercato parallelo a prezzo libero così allettante, infatti, non potrebbe che richiamare in forze soggetti economici ben più potenti del singolo farmacista che, a mio avviso, possono condurre con ben altri mezzi una guerra sul prezzo. Così, alla fine, depauperato il servizio farmaceutico pubblico, battute le parafarmacie sul piano della concorrenza, avremmo una situazione in cui i farmacisti potranno aspirare al ruolo di dipendente di una multinazionale della farmacia non convenzionata. Allora sì che anche Norvegia e Islanda, Grecia e Polonia potranno sembrare un paradiso perduto".
Maurizio Pace
Segretario della Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani _________________ |
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Spostato: 05 Mag 2011 21:25:36 da ordfarmsa da News a Area Professionale |
ordfarmsa Guru

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Fef polemica con Fofi su riordino
«Sono effettivamente inutili le polemiche sul riordino, come è inutile qualsiasi richiesta di tutela della professione alla Fofi», così Marco Esposito, presidente della Federazione esercizi farmaceutici, commenta la recente presa di posizione della Federazione degli ordini dei farmacisti, che chiedeva una tregua al dibattito finche la discussione è in corso al Senato. La Fofi d'altro canto, sottolinea Esposito, è «da sempre schierata a favore di un disegno di Legge che, da un punto di vista economico mette sulla strada 3.000 suoi iscritti, da quello professionale mette i farmaci sugli scaffali, smentendo le sue stesse dichiarazioni riguardo l'imprescindibilità del binomio farmaco-farmacista». Così si era espressa la Fofi nei giorni scorsi a proposito del riordino del servizio farmaceutico: «Quando il dibattito sarà giunto a una fase più avanzata, la Federazione entrerà a sua volta nel merito a salvaguardia della professione e dei suoi valori». _________________ |
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