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Farmacia dei servizi:d.a.per infermieri e fisioterapisti
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MessaggioInviato: 21 Apr 2011 08:34:27    Oggetto:  Farmacia dei servizi:d.a.per infermieri e fisioterapisti
Descrizione: Testo in GU
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Farmacia dei servizi: in Gazzetta il decreto attuativo per infermieri e fisioterapisti

Pubblicato sulla GU il decreto che dà attuazione alle disposizioni del Dlgs 153/2009 sulla farmacia dei servizi. Il nuovo provvedimento, dopo il via libera delle Regioni e della Corte dei Conti definisce prestazioni e costi delle attività professionali che infermieri e fisioterapisti potranno erogare in farmacia, dietro prescrizione medica e sotto la responsabilità del farmacista.

20 APR - Porta la data del 16 dicembre 2010 il decreto attuativo con il quale il ministero della Salute prosegue nel cammino per definire a tutto tondo l’attività della nuova “farmacia dei servizi”.
Dopo le analisi di prima istanza è ora la volta degli altri professionisti sanitari che, in forza dei loro specifici profili professionali, potranno affiancare il farmacista nella sua attività di servizio alla collettività.
Il provvedimento è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 90 del 19 aprile 2010 ed entrerà in vigore il prossimo 4 maggio. Nei suoi sei articoli definisce a chi e come ci si potrà rivolgere in farmacia per ricevere determinate prestazioni. Si tratta, in particolare, degli infermieri professionali e dei fisioterapisti che, proprio in farmacia – considerata come centro di servizi sanitari sul territorio – potranno, dietro prescrizione medica e sotto la responsabilità del farmacista, potranno eseguire iniezioni o medicazioni o, ancora, assistere il paziente nell’esecuzione delle analisi di prima istanza (es., controllo della glicemia, del colesterolo ecc.). Allo stesso modo gli Ip potranno anche recarsi al domicilio del paziente per eseguire le stesse prestazioni o, così come in farmacia, seguirlo per assicurare il corretto utilizzo dei medicinali. I fisioterapisti, dal canto loro potranno eseguire – sia in farmacia, sia al domicilio del paziente – le prestazioni definite dal loro profilo professionale (riabilitazione, recupero delle disabilità, massaggi, massoterapia ecc.). In ogni caso la farmacia dovrà mettere a disposizione “locali dedicati” nei quali il paziente possa usufruire delle prestazioni di Ip e fisioterapisti; queste ultime saranno a carico del Ssn sulla base di accordi regionali che prenderanno le mosse dall’accordo nazionale per la convenzione tra farmacie e Ssn. Qualora le prestazioni richieste dal paziente dovessero eccedere questi limiti, sarà lui stesso a doversene fare carico.
Ricordiamo infine che le modalità e le caratteristiche dei locali messi a disposizione dalla farmacia, dove si svolgerà l’attività professionale di infermieri e fisioterapisti, saranno definite dagli stessi accordi regionali.

IL TESTO:

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MessaggioInviato: 21 Apr 2011 08:34:27    Oggetto: Adv






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MessaggioInviato: 22 Apr 2011 09:03:50    Oggetto:  
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Decreto Ministeriale 16 marzo 2010, pubblicato sulla GU 10 marzo 2011
PRESTAZIONI ANALITICHE DI PRIMA ISTANZA

Test autodiagnostici
Test che in via ordinaria sono gestibili direttamente dai pazienti in funzione di autocontrollo a domicilio ovvero in caso di condizioni di fragilità o di non completa autosufficienza, possono essere utilizzati mediante il supporto di un operatore sanitario, presso le farmacie territoriali pubbliche e private.
NO utilizzo di apparecchiature che prevedano attività di prelievo di sangue o di plasma mediante siringhe o dispositivi equivalenti.
NO attività di prescrizione e diagnosi.

Analisi effettuabili
- test per glicemia, colesterolo e trigliceridi;
- test per misurazione in tempo reale di emoglobina, emoglobina glicata, creatinina, transaminasi, ematocrito;
- test per la misurazione di componenti delle urine quali acido ascorbico, chetoni, urobilinogeno e bilirubina, leucociti, nitriti, ph, sangue, proteine ed esterasi leucocitaria;
- test ovulazione, test gravidanza, e test menopausa per la misura dei livelli dell'ormone Fsa nelle urine;
- test colon-retto per la rilevazione di sangue occulto nelle feci.

Dispositivi strumentali utilizzabili
- dispositivi per la misurazione con modalità non invasiva della pressione arteriosa;
- dispositivi per la misurazione della capacità polmonare tramite auto-spirometria;
- dispositivi per la misurazione con modalità non invasiva della saturazione percentuale dell'ossigeno;
- dispositivi per il monitoraggio con modalità non invasive della pressione arteriosa e dell'attività cardiaca in collegamento funzionale con i centri di cardiologia accreditati dalle Regioni sulla base di specifici requisiti tecnici, professionali e strutturali;
- dispositivi per consentire l'effettuazione di elettrocardiogrammi con modalità di tele cardiologia da effettuarsi in collegamento con centri di cardiologia accreditati dalle Regioni sulla base di specifici requisiti tecnici, professionali e strutturali.
Elenco analisi e dispositivi periodicamente aggiornabili con decreto del Ministro della salute, previa intesa con la Conferenza per i rapporti permanenti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano.

Utilizzo dei defibrillatori semiautomatici
Presso le farmacie sono altresì utilizzabili dispositivi semiautomatici per la defibrillazione, nel rispetto della normativa in materia.

Condizioni di applicazione
Per l'effettuazione delle prestazioni e l'assistenza ai pazienti che in autocontrollo utilizzano spazi dedicati e separati dagli altri ambienti, che consentano l'uso, la manutenzione e la conservazione delle apparecchiature dedicate in condizioni di sicurezza, nonché l'osservanza della normativa in materia di protezione dei dati personali, in base a linee guida fissate dalla Regione.
Le attività erogate presso le farmacie devono essere effettuate nei limiti dei rispettivi profili professionali, nonché nel rispetto delle altre disposizioni di legge, e sotto la vigilanza dei preposti organi regionali.

Obblighi e responsabilità del farmacista titolare o del direttore responsabile e del personale sanitario
Il farmacista titolare o il direttore responsabile della farmacia deve definire in un apposito documento, conservato in originale presso la farmacia e inviato in copia all'Azienda sanitaria locale territorialmente competente, i compiti e le responsabilità degli infermieri o degli operatori socio-sanitari che forniscono il supporto all'utilizzazione delle strumentazioni necessarie per l'esecuzione delle analisi, nel rispetto dei rispettivi profili professionali.

Responsabilità del farmacista titolare o del direttore responsabile della farmacia per la corretta installazione e manutenzione dei dispositivi utilizzati, secondo le indicazioni fornite dal fabbricante
Responsabilità del farmacista titolare o del direttore responsabile per l’inesattezza dei risultati analitici, se dovuta a carenze nell’installazione e manutenzione delle attrezzature utilizzate.
Formazione e aggiornamento periodico del personale sanitario addetto al supporto dell'esecuzione degli esami

Obblighi informativi
Elenco delle analisi disponibili agli utenti, erogabili nell’ambito degli accordi regionali.
Il farmacista mette a disposizione dell'utente il dispositivo per «test autodiagnostico» fornendo i suggerimenti idonei all'impiego; in particolare, è tenuto ad indicare all'utente, prima dell'esecuzione dell'esame, la differenza tra un test di prima istanza ed un'analisi svolta normalmente in un laboratorio autorizzato.
Il farmacista deve altresì informare il cittadino utente che i risultati dei test devono essere verificati con il medico prescrittore, che indicherà le opportune iniziative terapeutiche.

Remunerazione dei nuovi servizi e requisiti minimi
L'accordo collettivo nazionale fissa i principi ed i criteri per la determinazione della remunerazione, da parte del servizio sanitario, dell'attività assistenziale di cui al presente decreto, da applicarsi nei correlati accordi di livello regionale.
L'accordo collettivo nazionale definisce altresì i principi ed i criteri in base ai quali i correlati accordi regionali fissano i requisiti minimi di idoneità dei locali della farmacia nel cui ambito le prestazioni sono erogate.
Fino all'entrata in vigore della convenzione i requisiti minimi dei locali sono quelli previsti dalle vigenti disposizioni di legge.

Erogabilità delle prestazioni a carico del cittadino
No oneri aggiuntivi per la finanza pubblica, fermo restando che eventuali prestazioni al di fuori dei limiti di spesa indicati dagli accordi regionali sono a carico del cittadino che le ha richieste.

IL TESTO:

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Ipasvi: dopo il decreto, aprire il tavolo con la Fofi

Ora che anche il decreto sulle professioni sanitarie in farmacia ha raggiunto la Gazzetta ufficiale, è opportuno che infermieri e farmacisti si mettano attorno a un tavolo per dare alcune regole alla collaborazione che si avvierà tra le due figure. Ne è convinta Annalisa Silvestro (nella foto), presidente nazionale dell'Ipasvi, la Federazione dei collegi degli infermieri, che anticipa l'intenzione di scrivere alla Fofi per chiedere l'apertura di un tavolo tra le due organizzazioni. «Con il presidente Mandelli» spiega «avevamo già convenuto sulla necessità di avviare un confronto sul tema, dopo le vacanze pasquali gli scriverò per auspicare un incontro».

Dalla sua prospettiva quali sono gli aspetti della collaborazione tra farmacista e infermiere sui quali occorrerebbe piantare alcuni paletti condivisi?
Per cominciare vanno esplorate le possibili configurazioni che potrà assumere il rapporto economico tra le due figure. Ci sono molti infermieri che svolgono attività libero-professionale, abbiamo un gruppo di lavoro che segue la materia e da questo potranno arrivare utili contributi per definire un quadro di riferimento.

Questioni deontologiche?
Anche. Le farmacie vendono prodotti del parafarmaco che l'infermiere consiglia abitualmente nella sua attività quotidiana. Sarà necessario garantire la massima trasparenza alla sua attività professionale e al rapporto con il farmacista.

Davanti ai nuovi servizi una buona fetta di titolari è titubante, persino scettica. Non tutti sono convinti che si tratti di un'occasione di rilancio per la farmacia. La sua opinione?
Dico solo una cosa: quando, un anno fa circa, il ministro Fazio diede ampia risonanza alla novità dell'infermiere in farmacia, i centralini dell'Ipasvi furono sommersi di telefonate, tutti volevano sapere quando e dove il servizio sarebbe stato disponibile. Per alcune settimane fummo costretti ad aumentare il personale ai telefoni, tante erano le richieste di informazioni.

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MessaggioInviato: 09 Mag 2011 08:26:15    Oggetto:  
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Ordine medici di Roma, servizi in farmacia troppo liberisti

Mentre le farmacie, grazie ai decreti del ministro Fazio, si trasformano progressivamente in vere e proprie "Case della Salute", gli ambulatori dei medici diventano a forza sportelli amministrativi per il disbrigo di pratiche come certificati di malattia ed esenzioni dal ticket. L'amara constatazione è dell'Ordine dei medici di Roma, che in un comunicato risalente a giovedì scorso avanza severe critiche alla farmacia dei servizi e ai decreti attuativi del ministero della Salute, l'ultimo dei quali (su infermieri e fisioterapisti) ufficialmente in vigore dal 4 maggio. A non andare giù all'Ordine capitolino è il sorpasso che i titolari avrebbero compiuto nei confronti dei medici. «Pur nella massima considerazione per l'indispensabile ruolo del farmacista» scrive il presidente, Mario Falconi «non si capisce la scelta di dare priorità alla trasformazione delle farmacie in "case della salute" e, per contro, quella di non applicare lo stesso criterio alle molte forme associative dei medici che operano nel Paese». Per non parlare poi dei pericoli: ci sarebbe infatti «il rischio concreto di favorire una sorta di "consumismo sanitario"» con un aumento della spesa sanitaria privata e di quella pubblica per esami e prestazioni indotte. «Un elettrocardiogramma con risposta automatica» specifica ancora Falconi «può determinare in un soggetto ansioso allarmi ingiustificati». Per l'Ordine di Roma, in sostanza, dai decreti arriverebbero gli stessi rischi che i titolari di farmacia sono soliti sventolare quando all'orizzonte si profilano liberalizzazioni del servizio o della distribuzione. Addirittura, agli occhi del presidente Falconi la riforma innescata dal d.lgs 153/2009 sulla farmacia si presenta come un provvedimento liberista che dimostrerebbe come «politica e Governo, quando vogliono, sono capaci di innovare, anche se in modo distonico».

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MessaggioInviato: 10 Mag 2011 08:43:50    Oggetto:  
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Mandelli, al centro della riforma il cittadino non gli ordini

«Al centro di ogni riforma ci deve essere il cittadino e non gli ordini professionali» così Andrea Mandelli (foto), presidente della Fofi, commenta le parole di Mario Falconi, presidente dell'Ordine dei medici di Roma, che si era dichiarato perplesso sulla trasformazione delle farmacie in «vere e proprie case della salute» mentre gli ambulatori dei medici diventano sportelli amministrativi per il disbrigo di pratiche come certificati di malattia ed esenzioni dal ticket. «Non c'è nessuna intenzione di usurpare le altrui competenze, ma al contrario il desiderio di aprire un dialogo reale» risponde in tono conciliante Mandelli, convinto che solo dal dialogo e dal confronto, si possono fare passi avanti senza rubarsi spazio reciprocamente. «La legge è chiara» precisa Mandelli «e va incontro all'evoluzione della società, cercando di conciliare anche le difficoltà economiche e di dare al cittadino le risposte che si aspetta». L'obiettivo è creare una rete tra tutte le professioni sanitarie, «una rete che» conclude il presidente Fofi «a livello locale è già attiva in molte realtà e ha dimostrato di funzionare». Mandelli è intervenuto a margine della presentazione dell'imminente edizione di Cosmofarma, al via il prossimo venerdì 13 maggio «un'edizione di grande importanza» sottolinea Mandelli «proprio perché in un anno di svolta per la professione, che diventa, come peraltro già succede nel resto d'Europa, lo snodo della sanità sul territorio. Ora è il momento di passare alla pratica» sottolinea il presidente della Fofi «e la Federazione contribuirà a un'edizione che a tutti gli effetti si preannuncia come un successo annunciato».

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MessaggioInviato: 19 Mag 2011 23:17:24    Oggetto:  
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Sassari: accordo Federfarma-Asl per decentramento TAO
Federfarma Sassari e la Asl hanno siglato un accordo sperimentale per decentrare la terapia anticoagulante orale (Tao) sul territorio e dare ai pazienti la possibilità di eseguire il test per la determinazione dei valori utili al dosaggio della terapia direttamente in farmacia.
Il servizio consente, una volta a regime, di creare una vera e propria rete di servizi per il paziente che segue la terapia anticoagulante orale. Il progetto prevede che, su base volontaria, vengano trasferiti in farmacia i pazienti in terapia anticoagulante orale ritenuti idonei dai medici del Centro Tao di riferimento. Il paziente, nel giorno fissato per il controllo dei valori, si reca in farmacia ed esegue il test su sangue capillare utilizzando un apparecchio portatile. Il farmacista compila un questionario riportando i valori riscontrati col test e trasmette, utilizzando un software dedicato, al centro Tao di riferimento. Il Centro Tao elabora la terapia sulla base dei valori rilevati nel test e indica la data per il successivo controllo. La prescrizione della cura viene inviata alla farmacia, che la consegna al paziente.
'Grazie alla capillarità delle nostre farmacie - afferma Manlio Grandino, presidente di Federfarma Sassari - riusciamo a garantire e rendere accessibile vicino al domicilio del paziente un servizio importante. Avrà un costo di soli 8 euro, pari alle spese per l'apparecchio e le strisce reattive. Prevediamo di essere operativi quando saranno terminati i corsi di formazione dei farmacisti e dopo le prove di trasmissione'.

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MessaggioInviato: 01 Giu 2011 20:04:21    Oggetto:  
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Autoanalisi in farmacia. Innovazione e sicurezza apprezzate dai cittadini

In una tavola rotonda svolta nell’ambito della IV Conferenza nazionale sui dispositivi medici, il presidente della Fofi, Andrea Mandelli, ha illustrato il razionale alla base di questo aspetto della farmacia dei servizi, che ha riscosso grande interesse da parte dei cittadini.

01 GIU - La IV Conferenza nazionale sui dispositivi medici ha riservato uno spazio di discussione, e non poteva essere diversamente, anche alla farmacia, con una tavola rotonda significativamente intitolata Diagnostici in vitro e il corretto utilizzo dei dispositivi per test autodiagnostici nelle farmacie alla luce dell’entrata in vigore del DM 16/12/2010, moderata da Marcella Marletta, Direttore generale della Direzione farmaci e dispositivi medici della del ministero della Salute. Alla discussione hanno partecipato Giovanna Nisticò, del ministero della Salute, il presidente di Assodiagnostici Pasquale Mosella, Annarosa racca, presidente di Federfarma e Andrea Mandelli, presidente della Federazione degli Ordini dei Farmacisti. Al centro della discussione sia l’impianto della legge che ha aperto la possibilità dell’esecuzione dei test di prima istanza nella farmacia, sia le tecnologie attualmente disponibili.

Nel suo intervento, Andrea Mandelli ha affrontato un aspetto inedito: “Perché l’autotest in farmacia ha subito dettato l’attenzione dei media e del pubblico? Questi test, infatti, sono da tempo disponibili al cittadino, che può in linea di principio impiegarli al domicilio in piena autonomia. Perché quindi la possibilità di eseguire, per esempio, una glicemia con l’ausilio del farmacista suscita tanto interesse?”. Secondo Mandelli, una prima risposta viene dall’attività di sorveglianza post-marketing degli autotest in libera vendita. Uno studio tedesco del 2007, che si occupava in particolare delle segnalazioni relative ai dispositivi per la misurazione della glicemia, della coagulazione e dei test di gravidanza, mostra che i malfunzionamenti segnalati sono dovuti nel 18% circa dei casi, a errore del paziente e nel 25% dei casi a un difetto del prodotto, mentre nel 35% dei casi non è stato possibile determinare la causa del malfunzionamento.

“Credo si possa concludere - ha detto il presidente della Fofi - che almeno un paziente su cinque abbia effettivamente necessità di un’assistenza adeguata anche per l’esecuzione materiale del test, senza contare quel restante 35% dei casi di fallimento, di cui non è determinata la causa, nei quali probabilmente la presenza di un professionista preparato avrebbe determinato un esito differente. Il paziente, quindi, ha bisogno di un supporto qualificato ed evidentemente lo sa”.

Questa impostazione è avvalorata anche da quanto gli studi hanno rivelato a proposito della misurazione della pressione arteriosa, e cioè che la misurazione in farmacia può ovviare ad alcuni inconvenienti della misurazione domestica, per esempio le ripetizioni non necessarie che conducono a risultati inaffidabili. “E’ interessante notare, a questo proposito, che un altro studio, questa volta spagnolo, pubblicato sull’American Journal of Hypertension ha mostrato come le misurazioni in farmacia non risentano dell’effetto camice bianco. Un aspetto senz’altro importante per il medico curante che si trovi a valutare questi dati” ha aggiunto Mandelli.

Va poi considerato che l’uso di semplici test diagnostici è fondamentale nella pharmaceutical care, tanto che la loro esecuzione è stata prevista anche nel Libro bianco sulla farmacia elaborato dal Ministero della salute britannico nel 2008. Una pratica, la pharmaceutical care, che a sua volta si sta dimostrando efficacissima per il raggiungimento degli obiettivi clinici con un ridotto consumo di risorse soprattutto nelle patologie a più forte impatto sociale come il diabete tipo 2.

A questo riguardo, Mandelli ha citato uno studio emblematico, dove un programma a breve termine, della durata di tre mesi con 6 controlli da parte del farmacista incaricato, ha più che raddoppiato il numero dei pazienti trattati che mostravano un adeguato controllo glicemico (passati dal 16,3% al 39,5%) e determinato un calo medio della pressione sistolica e diastolica rispettivamente di 10,9 e 9,3 mmHg. “Va sottolineato che questo studio è stato condotto in un paese, la Turchia, che non aveva nessun precedente in tema di partecipazione del farmacista alla gestione del paziente sul territorio, segno che è una formula facilmente replicabile con successo nei contesti più diversi”.

Non va poi dimenticato che anche il responso più semplice, richiede comunque l’interpretazione di un professionista qualificato, anche per le persone più acculturate, se non altro per una comprensibile necessità di rassicurazione. Rassicurazione che è fondamentale per evitare comportamenti irrazionali, a cominciare dalla ripetizione dei test e o dal rifiuto di prendere in considerazione il risultato. “E’ in questo senso che il farmacista, senza invadere in alcun modo il ruolo del medico curante e del medico di laboratorio può svolgere una funzione positiva anche nel settore diagnostico, semplicemente ovviando ai rischi del fai da te incontrollato” ha sintetizzato Mandelli

Ovviamente, perché tutte queste potenzialità vengano espresse è necessario che il farmacista si prepari a questa evoluzione attraverso la formazione post-laurea potendo contare su conoscenze di base adeguate. “L’altro elemento fondamentale” ha concluso Mandelli “che è anche alla base di tutto il modello della farmacia dei servizi, è un più stretto rapporto, direi un’integrazione, con la rete dei medici di medicina generale, in primo luogo in termini di circolazione delle informazioni raccolte. Qualsiasi dato diagnostico, dal più elementare al più sofisticato, è inutile se non viene portato alla conoscenza del medico curante. Questo è ben presente ai farmacisti e su questa base dobbiamo costruire l’ingresso della farmacia dei servizi nel complesso sistema di tutela della salute sul territorio”.

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MessaggioInviato: 07 Giu 2011 08:01:23    Oggetto:  
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Infermieri in farmacia, dal Piemonte un codice "deontologico"

Senza una nuova Convenzione che detti requisiti più "snelli", quello dell'infermiere o del fisioterapista che esercitano tra le mura della farmacia rimane un lusso accessibile soltanto a pochissimi titolari, ben forniti di risorse e di spazi. Per gli altri invece c'è l'outsourcing: attirate dal decreto Fazio, società di servizi infermieristico-riabilitativi (domiciliari e a pagamento) bussano sempre più spesso alla porta delle farmacie per proporre sinergie di tipo commerciale, che contemplano il pagamento al farmacista di un "fee" per ogni cliente indirizzato alla società. Il fenomeno ha assunto proporzioni tali da spingere gli Ordini dei farmacisti del Piemonte (attraverso il loro delegato regionale, il presidente dell'Ordine di Torino Mario Giaccone) a organizzare un tavolo "deontologico" con l'Ipasvi (la Federazione dei collegi degli infermieri) per stilare una sorta di codice condiviso che possa offrire un orientamento ai farmacisti. «Non abbiamo nulla contro le società che propongono alle farmacie accordi di collaborazione» avverte Giaccone «e capiamo anche che per molti titolari questa formula è l'unica opzione possibile per offrire servizi avanzati alla clientela. Il nostro obiettivo è soltanto quello di definire un decalogo che aiuti il farmacista nella valutazione dell'offerta. Per esempio, quali cautele adottare per essere sicuro che i fisioterapisti di cui si serve la società sono abilitati». Al tavolo, che dovrebbe insediarsi nelle prossime settimane, siederanno due rappresentanti dei farmacisti, due rappresentanti dell'Ipasvi e due dei fisioterapisti, invitati direttamente dagli infermieri. «Il codice che verrà stilato» conclude Giaccone «sarà inviato per conoscenza alla Regione».

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MessaggioInviato: 16 Giu 2011 19:39:01    Oggetto:  
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Farmacia dei servizi. Fazio: “Importante opportunità assistenziale e occupazionale”

Con i nuovi servizi in farmacia non solo si migliorerà l’assistenza, ma “si creerà sicuramente un’importante nicchia di attività” che darà occupazione ad altri professionisti, come gli infermieri. Lo ha affermato il ministro della Salute, Ferruccio Fazio, intervenendo al Sanit, in corso a Roma. Le modalità di occupazione, ha aggiunto Fazio, “saranno discusse nell’ambito del tavolo di lavoro sul nuovo contratto delle farmacie”.

16 GIU - Pur “criticabile da un punto di vista concettuale”, il blocco del turn over è stato “assolutamente necessario per i conti pubblici” permettendo di “fermare la progressiva deriva di disavanzo finanziario delle Regioni” e di “ottenere, nell’ultimo anno, un risparmio di quasi 2 miliardi di euro rispetto al tendenziale, come certificato dalla Corte dei Conti”. Ad affermarlo è stato stamani il ministro della Salute, Ferruccio Fazio, intervenendo a un convegno promosso dall’Ispasvi e organizzato nell’ambito del Sanit, la kermesse sulla sanità in corso a Roma.
Tuttavia questi risparmi, ha aggiunto Fazio, “non possono avvenire a discapito della sanità”. Per questo il ministro ha annunciato che è in corso “una trattativa con l’Economia su cui non posso dare alcuna garanzia, ma che si prefigge di trovare delle eccezioni al blocco del turn over almeno per alcune categorie, come nell’ambito dell’emergenza-urgenza e della gestione della non autosufficienza”.
Ma non solo. Secondo Fazio una grande opportunità occupazionale per gli infermieri si sta aprendo anche nelle farmacie, con la nascita della farmacia dei servizi. “L’apertura verso l’assistenza socio-sanitaria in farmacia creerà sicuramente un’importante nicchia di attività nel privato, ma collegato con il pubblico, che sarà discussa nell’ambito del tavolo di lavoro sul nuovo contratto delle farmacie”.

L’importanza ricoperta dai nuovi servizi in farmacia e dalle nuove forme assistenziali socio-sanitarie previste sul territorio sono state ribadite da Fazio anche nel corso di un altro convegno organizzato al Sanit, quello di Federanziani. “Gli anziani – ha spiegato il ministro - hanno oltre il 50% di possibilità di avere malattie croniche. Patologie che non possiamo curare in ospedale in quanto non è giusto sottoporre gli anziani a continui re-ricoveri. Questi pazienti vanno assistiti sul territorio”.
Fazio ha spiegato che nell’ambito delle iniziative italiane ed europee rivolte alla Salute degli anziani, il ministero della Salute ha aperto un importante confronto con i rappresentanti socio sanitari delle regioni per stringere rapporti sempre più forti tra sanità e sociale. “Serve l’integrazione ospedale territorio”, ha osservato Fazio citando, ad esempio, la necessità di “potenziare l’Adi e i centri diurni per anziani con disabilità, ma anche la prevenzione e l’emergenza urgenza. Sono tanti gli anziani in coda nei Pronto soccorsi. Per questo – ha spiegato il ministro - stiamo avviando riforma affinché codici bianchi e verdi siano spostati sul territorio in ambulatori gestiti dai medici di medicina generale. In quest’ottica abbiamo avviato, in quattro Regioni, il progetto sperimentale ‘Codice argento’ per individuare percorsi privilegiati per l’anziano fragile, che sarà affiancato da un case manager che lo seguirà dal Ps al ricovero, fino al suo reinserimento nel territorio”.

A preoccupare Federanziani è anche l’accesso ai farmaci. “Negli ultimi tempi curarsi è diventato un lusso”, ha affermato Roberto Messina, presidente di Federanziani. “Gli anziani consumano il 63,2% del totale dei farmaci consumati in Italia e ogni anno spendono quasi 5 miliardi in contanti per acquistare i farmaci”, ha spiegato. Il fatturato dell’industria farmaceutica in Italia, infatti, “supera di poco i 19 miliardi, ma solo 11 miliardi sono a carico del Ssn. Cinque miliardi degli 8 restanti sono, appunto, a carico degli anziani. E anche di quegli 11 miliardi a carico del Ssn, almeno 600 milioni di euro sono in realtà a nostro carico, tra ticket, aumenti o acquisti senza ricetta”, ha aggiunto Messina denunciando, inoltre, “certe discriminazioni per fasce di età” che vedono gli anziani esclusi dall’accesso ai farmaci innovativi.

Il componente del Comitato di presidenza di Farmindustria, Pierluigi Antonelli, ha comunque ricordato che “dal 1951 ad oggi, ogni quattro mesi l’aspettativa di vita cresce di un mese e il 40% di questo incremento è proprio legato ai farmaci”. E quelli che si sono guadagnati sono “anni in buona salute”, tanto che il “attualmente, in Italia, il 23% degli over65 si dichiara in buona salute rispetto al 19% del 1999. Un progresso che ha interessato più di un milione di persone”.
Il rappresentante di Farmindustria ha spiegato che l’impegno delle imprese del farmaco nei confronti degli anziani è oggi rivolto soprattutto alle terapie per le cronicità perché “la possibilità di soffrire di malattie croniche – ha spiegato Antonelli - è correlata all’età, quindi la quota di popolazione che ne soffre è destinata a crescere con il fenomeno dell’invecchiamento”.
Antonelli ha infine assicurato l’impegno delle industrie farmaceutiche per scongiurare il rischio di errori di assunzione dei farmaci causati dai cosiddetti Lasa (Look Alike, Sound Alike), cioè farmaci che è facile confondere perché hanno confezioni o nomi simili ad altri farmaci con indicazioni diverse. “Gli anziani incorrono in questi errori con più facilità, ma Farmindustria lavorerà e collaborare con tutti gli organi competenti in materia per trovare la soluzione migliore a questo problema”.

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MessaggioInviato: 16 Giu 2011 21:23:40    Oggetto:  
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Servizi esclusivi
di Maurizio Bisozzi

Esclusivo: agg., che appartiene solo a un singolo o ad alcune persone, gruppi e similari; elitario, riservato a una cerchia selezionata; unico prodotto in un solo esemplare.
Queste sono le definizioni che si incontrano sui dizionari più comuni. E esclusivo è comunque l’aggettivo che meglio descrive i nuovi servizi in farmacia, appannaggio di pochi, forse pochissimi e per più di un motivo.
Cominciando dal più terra terra, sono a pagamento e lo rimarranno fino a che la Regione non avrà risistemato le traballanti finanze. Questo esclude una robusta fetta – quasi tutta la torta - di cittadini che sono soliti accedere alle analisi e ai trattamenti fisioterapici in regime di SSR, e se ne guardano bene dal venire a ricevere a pagamento da noi quelle prestazioni che altrove hanno gratis.
Quando e se la Regione avrà reperito fondi per analisi, infermieri e fisioterapisti, ci sarà da sgomitare con le strutture ambulatoriali esistenti e accreditate che non vedranno certo di buon occhio la distrazione dei fondi a loro destinati a favore delle farmacie.
Abbiamo intuito quanta scarsa diffusione potrà avere tra i pazienti l’innovazione che dovrebbe salvare la farmacia del terzo millennio, ora vediamola dall’altra parte del bancone, cioè la nostra.
Per attuare i servizi previsti dai Decreti, la farmacia dovrà poter godere di spazi e autorizzazioni pari ad un laboratorio di analisi o infermieristico; su questo, almeno la Regione Lazio è stata tassativa. Quindi ambienti dedicati, rispetto di normative per quanto concerne illuminazione, ventilazione, riservatezza, smaltimento dei rifiuti organici, piastrellatura a soffitto e lavabilità delle pareti, uscite di sicurezza. Insomma il rispetto di una serie di obblighi – indiscutibili quanto costosi – che ridurranno a una manciata le farmacie nella Capitale in grado di poter soddisfare tutti i requisiti previsti dai meravigliosi decreti attuativi della farmacia dei servizi.
Ecco giustificata l’apertura del pezzo: elitario, riservato, addirittura un po’ snob e sofisticato. Non per tutti e nemmeno per molti, anzi per pochissimi, come un abito su misura. Su misura mi fa ronzare qualcosa per la testa, un aspetto ricorrente nella vita nazionale degli ultimi anni, come un retrogusto di provvedimenti non presi nell’interesse generale dei cittadini, ma solo per vantaggio di pochi, a volte addirittura solo uno.
Non riesco ancora a mettere bene a fuoco la sensazione, ma c’è un che di stonato in leggi che vengono emanate per favorire non la cittadinanza in generale e la maggioranza delle farmacie, ma solo alcune, individuate sin dall’inizio dell’iter di legge; avete presente quei concorsi truccati dove i requisiti per il successo sono talmente severi e vincolanti che si usa dire abbiano già nel bando il nome del vincitore?
Ecco, vivo la spiacevole e per nulla democratica sensazione che non esistano solo leggi ad
personam, ma da pochi giorni anche decreti attuativi ad farmaciam ( e che il professore di latino del liceo mi perdoni la licenza).
Sono certo di sbagliare e che il Presidente Mandelli, fautore di questa innovazione sin dal 2006, potrà dissipare, dati alla mano, la sgradevole percezione diffusa nella categoria di un provvedimento a beneficio di una trascurabile minoranza di farmacie.
Delle prenotazioni e degli obblighi severissimi imposti dal Garante della Privacy nel trattamento dei referti da consegnare al paziente, sarà meglio parlarne in un altro momento…
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Dall'Università un progetto sui nuovi servizi in farmacia

Il d.lgs 153/2009 sui nuovi servizi in farmacia offre l'opportunità di costruire sul territorio una rete per la clinical governance e la medicina d'iniziativa imperniata sulla collaborazione tra farmacisti e medici di famiglia. Questa, in sintesi, la filosofia del progetto "Punto salute", promosso dal Centro interdipartimentale di ricerca in Farmacoeconomia dell'Università Federico II di Napoli, dal Dipartimento cardiotoracico e vascolare dell'Università di Pisa e dalla Scuola Sant'Anna, anch'essa di Pisa. L'idea, in sostanza, è quella di fare dei nuovi servizi la leva con cui spostare l'attenzione dei professionisti sanitari dalla diagnosi e cura delle patologie alla prevenzione. L'obiettivo è rappresentato dalla popolazione di età compresa tra i 30 e i 60 anni, verso la quale medico di famiglia e farmacista dovrebbero stringere una sorta di "santa alleanza": il primo si preoccuperà della selezione dei soggetti da avviare ai servizi di check up erogati dalla farmacia e, successivamente, della gestione dei risultati; il farmacista invece, attrezzerà nel proprio presidio il Punto salute teorizzato dal progetto per offrire una vera e propria "postazione di servizio" per la prevenzione e la medicina d'iniziativa (termine che riassume le strategie assistenziali in cui non si aspetta che sia il paziente a farsi avanti ma sono le strutture ad anticiparlo). Il Punto salute, in particolare, dovrà essere attrezzato per eseguire le prestazioni di prima e seconda istanza previste dal decreto ministeriale 16 dicembre 2010, dovrà prevedere centro di refertazione Ecg con possibilità di segnalazione diretta in caso di eventi acuti e dovrà assicurare il follow up dei soggetti sottoposti al check up, con eventuale segnalazione al medico dei pazienti che - in base a percorsi predefiniti - evidenziassero parametri tali da rendere consigliabile una visita. In più, a fare da collante tra medico e farmacista, c'è il database amministrativo messo a punto da Pharmacom, tra i partner del progetto. Di fatto si tratta di una scheda paziente che il farmacista alimenta con i dati provenienti dagli esami così come dai consumi (farmaceutici e non) effettuati in farmacia, e il medico alimenta con i dati provenienti dalla sua cartella clinica. L'applicativo, ovviamente, rispetta tutti gli standard su privacy e Fascicolo sanitario elettronico. «L'obiettivo del progetto, che stiamo illustrando alle Federfarma regionali e provinciali» spiega Ettore Novellino, presidente del Centro interdipartimentale «è quello di mettere in rete farmacie e studi dei medici di Mg per costruire un sistema di governo clinico della popolazione». In attesa delle convenzioni, i servizi verrebbero ovviamente offerti dalle farmacie in regime privato.

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Farmacia dei servizi. Laboratori e poliambulatori chiedono l’annullamento dei decreti

Il Tar dovrà pronunciarsi sui decreti attuativi per la riforma delle farmacie e l’introduzione della possibilità di rendere alcuni servizi sanitari a pazienti residenti nel perimetro di competenza delle stesse farmacie. A presentare ricorso sono stati i centri fisiokinesiterapici, laboratori di analisi e centri poliambulatoriali, secondo i quali i provvedimenti sono gravemente lesivi e penalizzanti per i professionisti sanitari.

11 LUG - La farmacia dei servizi è al vaglio del Tar. Il 13 luglio prossimo, infatti, i decreti del Ministero della Salute (16 dicembre 2010 pubblicati in Gazzetta Ufficiale il 10 marzo 2011 ed il 16 aprile 2011) attuativi del Decreto Legislativo n. 153/2009 sui nuovi servizi in farmacia saranno discussi presso la terza sezione quater del Tar del Lazio insieme alle richieste cautelari proposte da una lunga serie di centri fisiokinesiterapici, laboratori di analisi e centri poliambulatoriali capeggiati dalla Feder Anisap. Secondo i ricorrenti, infatti, attribuire alle farmacie la possibilità di rendere alcuni servizi sanitari lede e penalizza i professionisti sanitari titolari delle prestazioni che ora troveranno sede anche in farmacia. Ma contro questa interpretazione e contro il ricorso si sono già espresse Fofi, Utifar e Federfarma, affermando che i decreti ministeriali impugnati, ed in generale la possibilità di rendere “servizi” ai cittadini, non rappresentano un modo che permette ai farmacisti di sostituirsi agli altri operatori sanitari che oggi ricorrono avverso i decreti stessi, ma danno modo al paziente di reperire sul territorio più operatori sanitari con maggior facilità.

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MessaggioInviato: 06 Ott 2011 08:40:45    Oggetto:  
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Fisioterapisti in farmacia. Bortone (Aifi): “Al lavoro con i farmacisti per elaborare una proposta”

L'articolo 12 del ddl Omnibus è stato stralciato per evitare confusione tra figure professionali e, di conseguenza, tra competenze nazionali e regionali. Lo spiega Antonio Bortone, presidente dell’associazione dei fisioterapisti, che con Fofi, Federfarma e Ipasvi stanno elaborando in questi giorni un protocollo da proporre al ministero della Salute riguardo al decreto attuativo della legge 153 sui nuovi servizi in farmacia.

05 OTT - L'ipotesi di avere fisioterapisti e infermieri in farmacia, prevista dalla legge 153/09, non è tramontata. L'Aifi (Associazione italiana fisioterapisti), i collegi degli infermieri dell'Ipasvi, Fofi e Federfarma stanno elaborando proprio in questi giorni un protocollo da proporre al tavolo tecnico, costituito presso il ministero della Salute, come testo del decreto attuativo della legge 153, che prevede appunto infermieri e fisioterapisti in farmacia. A spiegarne le linee principali è Antonio Bortone, presidente dell'Aifi.
“L'articolo 12 del ddl Omnibus, che è stato stralciato nei giorni scorsi dalla commissione Affari sociali della Camera – precisa – è stato eliminato per evitare confusioni. Parlava infatti di massofisioterapisti, figura che è confluita da parecchi anni in quella del fisioterapista, e che è rimasta solo in alcune regioni dove si tengono dei corsi non riconosciuti per massofisioterapisti. Ma le professioni sanitarie sono di competenza universitaria e non regionale”. Per evitare dunque confusione si è deciso di eliminare questo articolo.
Nella bozza di decreto attuativo in lavorazione, anticipa Bortone, si pensa all'attività di fisioterapisti e infermieri a livello di assistenza convenzionata con il Servizio sanitario regionale. “Ora stiamo verificando – continua – la sostenibilità con il Ssr, e con i farmacisti anche quali prestazioni e servizi più convenienti per i cittadini offrire, anche nel caso non vi sia la copertura finanziaria”. E' prevista anche la possibilità che “le farmacie possano aprirsi a prestazioni private – aggiunge – ma questo è secondario”. La stesura del testo si era fermata dal momento che vi erano stati diversi ricordi al Tar contro il decreto. “Ma sappiamo che la maggior parte è stata rigettata – conclude Bortone –. Attendiamo comunque la conclusione di questi procedimenti giudiziali, per procedere. Il tavolo, di cui fanno parte tutte le componenti, è già attivo”.

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