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ORARI LIBERI per le FARMACIE cosa ne pensi TU?
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ordfarmsa

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MessaggioInviato: 28 Mar 2011 08:54:24    Oggetto:  Orari: la Campania fa marcia indietro, il Veneto mette la qu
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Orari: la Campania fa marcia indietro, il Veneto mette la quarta

Sulla liberalizzazione degli orari di apertura delle farmacie la Campania si prepara a fare marcia indietro. La commissione Sanità del Consiglio regionale ha, infatti, proposto l'abrogazione della modifica alla legge 7/1980 che nel novembre scorso aveva abolito il tetto delle 60 ore settimanali. Approvato dall'assemblea consiliare con un blitz che aveva colto tutto di sorpresa, il provvedimento si era subito attirato le contestazioni di ordini e Federfarma campane. Era quindi scattato un intenso lavoro di mediazione nei confronti della maggioranza di governo che con l'intervento della commissione Sanità sta raccogliendo i primi frutti. Anche se i farmacisti preferiscono restare cauti. «La proposta va ora esaminata dal Consiglio» commenta il presidente di Federfarma Campania, Nicola Stabile «e al momento neanche si sa quando se ne discuterà. Il fatto però che la Commissione abbia approvato all'unanimità rappresenta comunque un punto a nostro favore». Per una Regione che dopo aver liberalizzato si appresta a tornare indietro, ce n'è un'altra che invece sulla deregulation potrebbe accelerare. È il Veneto, dove nei giorni scorsi è stata presentata una proposta in Consiglio di legge regionale diretta a trasformare la soglia delle 40 ore settimanali da tetto massimo a tetto minimo delle aperture, spalmato su sei giorni. Una copia quasi identica della proposta era stata già presentata un anno fa per essere poi bocciata in commissione Sanità per un solo voto di differenza e il precedente spiega forse perché Federfarma regionale preferisca per ora la strada della diplomazia: «Dobbiamo ancora esaminare il testo in tutti i suoi dettagli» dice il presidente dei titolari veneti, Marco Bacchini «sappiamo in ogni caso che nell'iter legislativo del provvedimento avremo l'opportunità di presentare le nostre proposte». Probabilmente è un riferimento alla bozza per un disegno di legge sugli orari delle farmacie che sindacato e ordini hanno in cantiere da circa tre anni ed è ormai agli ultimi ritocchi. Il documento contempla un innalzamento del tetto settimanale (fino a 46-48 ore) e l'abolizione dell'obbligo delle ferie estive. «Per noi la bozza va bene così com'è» sottolinea il presidente della Conferenza degli ordini veneti, Adriano Guiotto «tocca a Federfarma dire la sua. Di certo la deregolamentazione totale degli orari trova contrari anche gli ordini».
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MessaggioInviato: 28 Mar 2011 08:54:24    Oggetto: Adv





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ordfarmsa

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MessaggioInviato: 28 Mar 2011 09:07:07    Oggetto:  
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Salerno 25/03/2011
Prot. 570

A tutte le farmacie rurali
della Provincia di Salerno

Gentile Collega,
a seguito di numerose richieste di chiarimenti riguardo all'applicazione dell'orario minimo di apertura al pubblico delle farmacie rurali, si informa che, contrariamente a quanto poteva essere interpretato dalle nostre precedenti comunicazioni, l'elevazione del minimo (da 40 a 44 h) apportato dalla L.R.C. 1/2010, riguarda le sole farmacie urbane.
Le altre, quindi, non sono vincolate a tale obbligo, cosi come, d'altra parte, era gia' nella previsione normativa dettata dalla L.R.C. 1/1980.
A tal fine si informa che per quanti, tra i colleghi titolari e/o direttori di farmacie rurali, avessero gia' fatto richiesta dell'orario elevato al minimo per effetto dell'erronea interpretazione fatta sull'argomento, e' possibile richiedere a quest'Ordine la rettifica di tale orario. Tale richiesta dovra' essere tempestiva e, possibilmente, gia' munita del parere plsitivo del Sindaco.

Cordiali saluti

Il Presidente
Dr. Ferdinando Maria de Francesco

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Sbloccato: 28 Mar 2011 21:39:07 da ordfarmsa
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MessaggioInviato: 16 Apr 2011 16:13:58    Oggetto:  ORARI LIBERI per le FARMACIE cosa ne pensi TU?
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SEI per gli ORARI LIBERI in FARMACIA?
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ordfarmsa

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MessaggioInviato: 22 Apr 2011 08:44:31    Oggetto:  
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Campania, modifica orari farmacie solo rimandata

«È stato solo un contrattempo. La modifica agli orari di apertura e chiusura delle farmacie, sarà approvata nella prossima seduta». È quanto sottolinea il consigliere regionale del Pdl in Campania e presidente del Tavolo Regionale del Partenariato Economico e Sociale, Luciano Schifone, primo firmatario della proposta di legge che prevede la sospensione degli effetti della legge regionale in materia di turni e orari di apertura delle farmacie, presentata insieme ad altri 15 consiglieri di maggioranza e di opposizione. «Soltanto la momentanea e sopravvenuta mancanza del numero legale», ha aggiunto Schifone «ha impedito che il Consiglio regionale approvasse, nel corso della seduta di ieri, la proposta di legge bipartisan». «Grazie, però», ha sottolineato Schifone «all'inversione dell'ordine del giorno da me richiesta e ottenuta, nel corso di quella seduta, essa si ritrova ora al primo punto dell'ordine del giorno della prossima e, in considerazione, dall'ampia convergenza registratasi, anche nel corso del dibattito in aula, su questa proposta, non ci sono dubbi sulla sua approvazione nella prossima seduta». «Purtroppo» continua Schifone «la liberalizzazione selvaggia dei turni e degli orari, in assenza di una regolamentazione sostitutiva, solo apparentemente può sembrare una soluzione che determina un ampliamento dell'offerta di prestazioni. In realtà è risultato evidente che, una volta assestato il quadro delle farmacie che volontariamente osservano un'apertura "no-stop", nelle aree più ricche, questo non garantisce affatto né l'obbligo né l'interesse delle altre farmacie ad assicurare una adeguata apertura in orari e territori meno interessanti sotto il profilo del mercato». «Da qui» conclude il presidente del Tavolo Regionale del Partenariato Economico e Sociale «la necessità di provvedere con una sistematica normativa che regolamenti in modo organico la materia, ma nell'attesa per evitare il caos che si sta verificando, è necessaria una sospensione degli effetti della legge 5/2010».

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mockingbird

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MessaggioInviato: 22 Apr 2011 20:24:54    Oggetto:  Orari apertura liberi
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Penso che il futuro sia quello intravisto dalla giunta Caldoro, capisco che in alcune realtà è difficile recepire ed attuare l'elasticizzazione degli orari di apertura ma per gli anni e le situazioni prossime non credo ci sia grande scelta. le farmacie sono aziende e devono essere competitive, i privilegi conquistati in passato sono perlappunto del passato.
Abituiamoci prima che sia tardi ad una versatilità sul lavoro a mio avviso essenziale
nei prossimi anni.
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MessaggioInviato: 27 Apr 2011 11:04:54    Oggetto:  
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E VOI COSA NE PENSATE?
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MessaggioInviato: 09 Giu 2011 08:24:33    Oggetto:  
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Tratto da un altro forum:

Regione Campania

Citazione:
Al voto domani in Aula la norma che cancella la liberalizzazione dei turni delle farmacie introdotta a dicembre scorso.
Il testo della norma rirpistina l’obbligo per le farmacie di prevedere un intervallo pomeridiano durante la giornata e il giorno di riposo nel corso della settimana. La sospensione della norma elimina l’obbligo, nei giorni di domenica e festività infrasettimanali per tutte le farmacie, urbane e rurali, di assicurare il livello minimo di servizio farmaceutico mediante turni ai qualki si aggiungono le farmacie, non in servizio per turno che possono rimanere aperte nei giorni di domenica e di festività infrasettimanale con l’unico vincolo di assicurare tale servizio per l’intero anno solare e dopo comunicazione al sindaco territorialmente competente. In pratica tali turni vanno rivisti.

ORARIO NOTTURNO
Stop anche alla liberalizzazione dell’orario notturno che, in base alla stessa legge del dicembre scorso, sia nei giorni feriali sia nei festivi, è assicurato da farmacie che volontariamente sono disposte a restare aperte per tutto l’anno e da farmacie che rientrano nei turni disposti dalla direzione generale delle Asl e in base ad una semplice autorizzazione sindacale e ordinistica.
La liberalizzazione selvaggia dei turni e degli orari in assenza di una regolamentazione sostitutiva si è rivelata una soluzione che solo sulla carta ha determinato l’ampliamento dell’offerta di prestazioni.
Assestato il quadro delle farmacie che volontariamente osservano una apertura no-stop, nelle aree più ricche questo non ha garantito né l’obbligo né l’interesse delle altre farmacie ad assicurare una adeguata apertura in orari e territori meno interessanti riguardo al mercato.


I signori hanno scoperto l'acqua calda, e cioè gli effetti delle liberalizzazioni incontrollate sul servizio farmaceutico. Sono bastati pochi mesi per far capire a cittadini e amministratori che quello della salute non è un mercato come quello dei detersivi e occorrono regole a difesa dei soggetti deboli. Farmacisti e cittadini

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Consigliere dell'Ordine dei Farmacisti di Salerno
Presidente Agifar Salerno
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MessaggioInviato: 09 Giu 2011 10:21:54    Oggetto:  
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grazie per il vostro contributo
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MessaggioInviato: 09 Giu 2011 20:17:25    Oggetto:  
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Farmacie: il Tar Puglia conferma le regole su orari e turni

Due sentenze dei giudici amministrativi pugliesi hanno rigettato altrettanti ricorsi presentati da titolari di farmacia contro le disposizioni dell’Ordine dei farmacisti di Bari e dell’Asl BA/4 per la regolamentazione dei turni notturni. A detta del Tar si tratta di disposizioni legittime e pienamente conformi al dettato della legge regionale 18/1998 che regola, appunto, il servizio notturno delle farmacie.

09 GIU - Sono praticamente speculari le due sentenze con le quali il Tar Puglia ha rigettato i ricorsi proposti da farmacisti titolari di farmacia contro le disposizioni dell’Ordine dei farmacisti di Bari relative alla turnazione del servizio notturno. Si tratta, nello specifico, delle sentenze 449 e 550 del 2011 con le quali i giudici amministrativi hanno anche confermato la correttezza assoluta dell’operato dell’Ordine. Il sistema di turni notturni individuato dall’Ordine dei farmacisti (con la delibera del 12 settembre 2001) e approvato dalla Direzione generale dell’Asl Ba/4 (anch’essa chiamata a giudizio dai ricorrenti) è apparso conforme alle disposizioni della legge regionale (18/1998): quegli atti, sono stati giudicati legittimi sia sotto il profilo dell’aderenza alle disposizioni legislative, sia sotto quello della ragionevolezza e adeguatezza dell’azione amministrativa.
Le stesse sentenze hanno anche respinto la richiesta dei ricorrenti (fatta in entrambe i giudizi) di rimettere la questione alla Corte Costituzionale o alla Corte di Giustizia Europea: il Tar ha infatti ritenuto le norme regionali sui turni delle farmacie, conformi ai principi costituzionali e compatibili con la normativa comunitaria.
Il tribunale amministrativo, in particolare, ha precisato che: “nella situazione oggetto di causa è ravvisabile l’esigenza dei titolari di farmacie di espletare liberamente il servizio nell’esercizio di una attività economica ed altresì l’esigenza di salvaguardare il bisogno degli utenti di disporre di un servizio di farmacie notturne distribuito in modo capillare. Tali esigenze si scontrano, tuttavia, con la necessità di salvaguardare i diritti dei lavoratori, dipendenti delle farmacie, che potrebbero essere messi a rischio ove si concedesse di svolgere il servizio notturno secondo la voglia e la disponibilità dei titolari delle farmacie”.
Va infine ricordato che il Tar ha anche sottolineato come l’apertura notturna costituisca una deroga al principio dell’apertura giornaliera di otto ore. E che a giustificarla vi è solo il fatto “…che le farmacie espletano un servizio pubblico e che, pertanto, è ammissibile e legittima solo nei limiti dello stretto necessario per assicurare tale servizio”.


09 giugno 2011

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marcello

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MessaggioInviato: 10 Giu 2011 22:52:16    Oggetto:  
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io credo che appare davvero singolare che nonostante siano trascorsi neppure sei mesi dall'entrata in vigore della nuova legge regionale, il consiglio regionale, già da cinque mesi or sono, vorrebbe mettere nuovamente mano alla legge regionale che regolamenta gli orari delle farmacie. Un riordino che, se da un lato, rappresenta un passo indietro sul fronte della liberalizzazione, dall’altro ne conta almeno tre indietro sul piano dei servizi, della libera concorrenza e dell’occupazione.

Non permettere a un farmacista di gestire gli orari della propria "impresa" secondo una logica manageriale o di mercato, ma in base a delle disposizioni che tengono conto solo di macrovariabili regionali o provinciale, significa penalizzare il territorio, l’imprenditore e la comunità.

Ciò senza tener conto che il farmacista è, su molti medicinali (quelli acquistabili senza prescrizione), in diretta concorrenza con le parafarmacie e i supermercati che hanno orari di apertura assai più flessibili di quelli riservati a una farmacia.

Deve essere chiaro a tutti che la legge approvata a dicembre 2010 nulla ha modificato circa i turni obbligatori (come invece è riportato nel comunicato 416/IX Leg a proposito della dichiarazione dell'Onorevole Polverino). Anzi ha aggiunto la possibilità di arricchire l’offerta del servizio farmaceutico all’utenza, consentendo a coloro che non sono obbligati dal turno a restare aperti. La norma ha, inoltre, precisato che la scelta adottata dal farmacista titolare vale per l’intero anno solare, al fine di evitare distorsioni speculative commerciali e contrarie all’interesse del cittadino.

Non c’è nessuna “liberalizzazione selvaggia dei turni e degli orari” come qualcuno vuol far intendere.

Non sono chiare quali possano essere “le conseguenze caotiche” né si comprende da cosa potrebbe derivare il “detrimento della garanzia di assistenza sotto il profilo sia temporale che territoriale” cosi come è stato esposto ai Consiglieri regionali.

L’attuale impianto normativo assicura certamente un “ampliamento dell’offerta di prestazioni”, in quanto sarà possibile ottenere un incremento di farmacie aperte sul territorio in aggiunta a quelle già obbligatoriamente aperte per turno.

Non c’è alcun rischio di discriminazione tra aree territoriali più deboli ad altre più ricche, in quanto il servizio farmaceutico è assicurato per legge sull’intero territorio, giusto art. 2 della Legge 2 aprile 1968, n. 475 modificata dalla Legge 8 novembre 1991, n. 362, che così recita: “ogni comune deve avere una pianta organica delle farmacie nella quale è determinato il numero, le singole sedi farmaceutiche e la zona di ciascuna di esse, in rapporto a quanto disposto dal precedente articolo 1”, che stabilisce il numero di sedi farmaceutiche sul territorio comunale in funzione della popolazione residente.

Alla luce di quanto sopra esposto non si ravvede “la necessità di dover provvedere con una sistematica normativa”, in quanto quella attualmente vigente “regolamenta in modo organico la materia”.

Ad ogni modo, prima di rimettere mano alla legge di riordino degli orari delle farmacie (che sempre e comunque vanno preventivamente comunicati all’Asl di appartenenza, al Comune e all’Ordine), sarebbe opportuno che ognuno dei consiglieri chiamati a esprimere il proprio voto rispondesse in tutta coscienza ad almeno tre quesiti:
1.È da considerarsi un danno per il territorio e la comunità la presenza di una farmacia aperta 24/24 rispetto a una che opera a mezzo servizio?
2.Può rappresentare un beneficio per il territorio e la comunità avere un’azienda che crea qualche posto di lavoro in più, avendo la possibilità di allungare l’orario e i giorni di apertura?
3.È da ritenersi quantomeno singolare che la libera concorrenza tra imprese che trattano lo stesso prodotto risulti penalizzante per uno soltanto dei soggetti (la farmacia)?

Dobbiamo svegliarci
credo che l'unico modo per fronteggiare l'apertura di ulteriori parafarmacie è quello di metterci a lavorare ed abbandonare le vecchie idee.
Più spazio lasciamo e più terreno perdiamo
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azairo

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MessaggioInviato: 12 Giu 2011 23:10:54    Oggetto:  
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Salve a tutti io sono un titolare di farmacia e credo che Marcello abbia pienamente ragione, la legge regionale esistente e' giusta perche' conferma a tutti noi il criterio di liberta' di arbitrio e di professione, e' giusto dare a chi ha la possibilita' di prestare servizio piu' a lungo di farlo, anche di domenica e nei festivi, quello che non prevede questa legge, ed e' una grave lacuna e' la facolta' per chi e' impossibilitato economicamente a prestare servizio di essere dispensato dai turni e dai festivi, a tale uopo si fa presente come la legge della regione Lazio sia molto piu' evoluta della nostra, garantendo la facolta' di esonerarsi dal servizio notturno qualora nella stessa asl o comune vi sia una farmacia che svolga quel servizio, dandone comunicazione agli organi competenti.
LEGGE REGIONALE N. 26 DEL 30-07-2002
modificata dalla legge regionale n. 2 del 27-02-2004
“Disciplina dell'orario, dei turni e delle ferie delle farmacie aperte al pubblico”.
Si rifletta bene se non sia il caso di fare passi avanti sulla strada della liberta' e non indietro.
grazie a tutti i colleghi
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azairo

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MessaggioInviato: 12 Giu 2011 23:14:10    Oggetto:  
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Preciso nella regione Lazio...e' espresso dalla legge che se una farmacia di una asl o comune presta servizio notturno e festivo annuale volontario , le altre farmacie possono di anno in anno optare per l'affiancamento o per l'esonero, grande segnale di civilta', e' inutile costringere farmacie che si trovano anche a distanza di soli 500 mt dalle centrali a restare aperte nei festivi e di notte..per andarci a perder soldi e lavoro.
grazie ancora
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MessaggioInviato: 13 Giu 2011 08:35:02    Oggetto:  
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I problemi sollevati sono seri e le opinioni diverse sono plausibili, non ho la soluzione in tasca ma, al di la del fatto oggettivo che sarebbe auspicabile avere una legislazione coerente nel medio periodo e che quindi il metodo di cambiare con forzature , poi tornare indietro determina solo confusione e disservizio per cittadini ed operatori,
voglio segnalare un altro aspetto del problema:
da titolare rurale penso che ,come per altre tematiche e questioni aperte anche questa discussione dovrebbe rappresentare un ulteriore occasione per evidenziare l'enorme differenza nell'espletamento del servizio tra le farmacie urbane e quelle rurali:

Inutile ripetere qui la enorme differenza della tipologia di servizio che il farmacista rurale e' chiamato a svolgere (notturno antieconomico, primo riferimento sanitario spesso in prima persona data l'impossibilita' economica di sostenere il costo di ulteriore personale ecc), quello che mi preme e' ribadire che e' leggittimo temere che una liberalizzazione senza regole anche degli orari e dei turni,danneggerebbe le piccole farmacie, la popolazione che fa riferimento a queste farmacie e quindi in definitiva la qualita' e la capillarita' del servizio.
Per essere piu' chiari: anche se consentire a chi vuole di aggiungersi a chi e' di turno obbligatorio sembra andare nella direzione di un miglior servizio, di fatto succederebbe che chi gia' era obbligato ad aprire per fornire il servizio in maniera gia' di per se antieconomica, sarebbe esposto anche alla concorrenza dei colleghi vicini anche nell'espletamento del turno.

Il problema c'e': quali le soluzioni ??
Consentire l'esonero volontario laddove ci possa essere accordo con colleghi vicini che comunque garantisca il servizio?? Immaginare una legislazione differenziata in relazione agli abitanti?? (piu' libera nei comuni sopra i 12500abitanti e piu' regolata sotto i 12500ab)??
a voi la palla......
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MessaggioInviato: 13 Giu 2011 22:41:23    Oggetto:  
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E' vero che le farmacie sono anche aziende e di ciò bisogna tener conto ma io penso che una regolamentazione precisa di orari ,turni e ferie sia necessaria poichè la deregulation selvaggia di un servizio così importante per la collettività non apporta beneficio a nessuno. Vogliamo seguire la strada dei supermercati i cui dipendenti sono costretti a lavorare tutti i giorni, festività comprese? Very Happy
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marcello

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MessaggioInviato: 14 Giu 2011 12:51:45    Oggetto:  
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Ribadisco che nessuno vuole una deregulation selvaggia. E' normale che una farmacia per restare sempre aperta ha bisogno di un organico piu' ampio rispetto alla conduzione familiare e quindi piu' spese. Per la faccenda dei supermercati io credo che attualmente in questo momento di grave crisi finanziaria meglio un lavoro che restare a spasso tanto sfido chiunque a contraddirmi che ci sono molti farmacisti in Campania che devono andare fuori regione per trovare lavoro. Allora credo che per loro sia meglio lavorare nel week-end o nel servizio notturno piuttosto che doversi allontanare da casa
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