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Prezzi generici. Scatta la riduzione del rimborso Ssn
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MessaggioInviato: 16 Apr 2011 08:54:35    Oggetto:  Prezzi generici. Scatta da oggi la riduzione del rimborso Ss
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Prezzi generici. Scatta da oggi la riduzione del rimborso Ssn.

L'Aifa ha pubblicato la lista dei medicinali equivalenti con i relativi prezzi di riferimento aggiornati al 14 aprile. Nel caso in cui l'azienda non dovesse aver abbassato il prezzo del medicinale spetterà al cittadino pagare la differenza rispetto al prezzo di riferimento. All'interno le liste per principio attivo e per nome commerciale.

15 APR - Scatta da oggi il nuovo listino prezzi dei farmaci generici a seguito della delibera Aifa che ha applicato le norme previste dalla manovra del luglio scorso.
I farmaci interessati sono 4.188 , suddivisi per fasce di sconto che vanno dall’8% al 40%. Nel dettaglio, l’8% sarà applicato a 1.534 farmaci, il 10% su 2.298, uno sconto tra il 10 e il 20% riguarderà 768 prodotti, uno scontro tra il 20 e il 30% altri 251. Per gli ultimi 703 farmaci lo sconto sarà tra il 30 e il 40%.
Dalla manovra si conta di ottenere un risparmio complessivo di 609 milioni di euro.
Il problema è che non è ancora chiaro in che misura le aziende produttrici saranno disposte ad abbassare i prezzi fino alla soglia di riferimento fissata dall'Aifa. Se non lo faranno saranno i cittadini a doversi far carico di pagare la differenza.
15 aprile 2011

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MessaggioInviato: 16 Apr 2011 08:54:35    Oggetto: Adv





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MessaggioInviato: 16 Apr 2011 08:55:30    Oggetto:  
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Prezzi farmaci generici. Aifa: “Impegnati per evitare disagi ai cittadini”

Arriva in serata la nota dell’Agenzia italiana del Farmaco che dichiara la propria disponibilità “a catalizzare rapidamente un incontro tra le parti per gestire il periodo di transizione, riducendo al minimo i disagi per i cittadini”.

15 APR - “Adempiendo al suo compito istituzionale di applicazione della legge emanata nel maggio 2010, nella consapevolezza dei possibili disagi che avrebbero potuto verificarsi nell’immediato, l’Aifa si è costantemente impegnata per trovare soluzioni in tempi rapidi alle possibili difficoltà”. Ed è pronta a continuare. Lo sottolinea la stessa Agenzia del Farmaco in una nota diffusa in serata per rispondere alle preoccupazioni espresse a mezzo stampa dalle associazioni professionali e di cittadini. “Nei giorni scorsi – sottolinea la nota – l’Aifa ha provveduto ad incontrare Assogenerici ricevendo rassicurazioni circa l’allineamento dei prezzi a quanto stabilito dal provvedimento approvato nelle scorse settimane”. Ed esprime comunque la propria disponibilità “a catalizzare rapidamente un incontro tra le parti per gestire il periodo di transizione, riducendo al minimo i disagi per i cittadini”.
15 aprile 2011

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MessaggioInviato: 16 Apr 2011 08:56:53    Oggetto:  
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Foresti (Assogenerici): "Le aziende non abbasseranno i prezzi e a pagare saranno i cittadini"

La gran parte del risparmio di 609 milioni di euro attesi dal taglio del prezzo di riferimento per i farmaci off patent, potrebbe ricadere sulle spalle dei cittadini. Questa l'ipotesi più probabile, secondo il presidente di Assogenerici Giorgio Foresti, che spiega perché la grande maggioranza delle aziende non riuscirà ad adeguare i propri prezzi come stabilito dalla delibera Aifa entrata in vigore oggi.

15 APR - Scatta da oggi il taglio tra l’8 e il 40% dei prezzi di riferimento di 4.188 confezioni di farmaci fuori brevetto. Fino a ieri sera in Gazzetta Ufficiale comparivano solo una decina di aziende che avevano comunicato la riduzione dei prezzi dei propri farmaci per allinearli a quelli suggeriti dall’Aifa. E, secondo il presidente di Assogenerici, Giorgio Foresti, il numero resterà basso, perché le aziende non asseconderanno una manovra che penalizza un mercato che in Italia è già fortemente penalizzato dai bassi volumi di vendita. Questo significa che i cittadini saranno costretti a pagare le differenze tra i prezzi di riferimento dell’Aifa e quelli stabiliti dalle aziende. E dunque, il rischio, è che la gran parte dei 609 milioni di risparmi previsti per il Ssn saranno pagati dal cittadino e non dalle imprese.

Presidente Foresti, scatta oggi l’entrata in vigore della nuova lista di trasparenza. Cosa avverrà?
Noi abbiamo da mesi aperto un tavolo di discussione con l’Aifa su questo capitolo che parte da un errore di fondo: la manovra prevede 600 milioni di risparmi che devono essere generati generati da un adeguamento dei prezzi dei farmaci off patent italiani a quelli della media europea. E' un errore per tre ragioni. La prima è che non si è considerato che un mercato come quello degli off patent pari a 3 miliardi di euro (di cui 700 dovuto ai farmaci equivalenti) non può sostenere un taglio secco del 20%. La seconda è che già oggi i prezzi di questi prodotti sono allineati, se non addirittura inferiori, a quelli medi europei. La terza ragione per la quale la manovra non può essere condivisa dalle imprese è che, nel procedere all'abbassamento delle soglie di rimborso, non si è tenuto dei volumi di vendita dei nostri prodotti. E tutto questo senza contare che i nostri prezzi sono comunque già oggi inferiori del 50% al prezzo delle specialità originali prima della scadenza del brevetto. Ridurre ulteriormente i prezzi del 20% significherebbe arrivare a un taglio del 70% rispetto al prezzo originale. Una richiesta insostenibile per il sistema che, peraltro, soffre di volumi di vendita ancora troppo bassi. Assogenerici ha sempre dichiarato che non si sarebbe allineata a una manovra del genere. E così stiamo facendo.

Ad oggi il numero di aziende che hanno aderito sembra essere molto contenuto…
È così. E quelle poche che avevano comunicato la riduzione dei prezzi hanno già inviato una comunicazione di rettifica. Del resto, ancora nel pomeriggio di ieri, Assogenerici si trovava in riunione con l’Aifa, ma non abbiamo ottenuto le garanzie che avevamo chiesto per il sistema. Le aziende sono chiaramente libere di fare ciò che vogliono, ma si può presupporre che la grande maggioranza non aderirà alla manovra, non essendo nelle condizioni di sostenere un taglio di questa portata.

Che ne sarà dei 600 milioni di risparmi?
Ci saranno sicuramente. Ma sarà il cittadino a pagare, dovendo corrispondere la differenza tra il prezzo di rimborso stabilito dall’Aifa e quello del farmaco stabilito dall’industria.

Quali sono le vostre richieste?
Noi chiediamo garanzie di sopravvivenza. L’apertura, quindi, di un tavolo in cui si analizzi il problema dei volumi dei farmaci generici, che in Italia è il più basso d’Europa. Anche l’Antitrust e la Commissione Europea hanno insistito sulla necessità di incentivare l’accesso al mercato dei farmaci generici. Invece, dopo 10 anni, siamo arrivati a coprire una fetta ancora molto residuale del mercato e non intravediamo margini di crescita perché gli interventi continuano a pesare sul sistema. Siamo stanchi di essere usati per far calare la spesa mentre il mercato resta in mano alle aziende che producono farmaci branded.
15 aprile 2011 fonte farmacistaonline

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MessaggioInviato: 16 Apr 2011 09:05:11    Oggetto:  
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Federfarma: "Ricordiamo che non sono le farmacie a imporre l’onere a carico dei cittadini"

15 APR - A partire da oggi per ritirare molti farmaci a brevetto scaduto dalle farmacie, i cittadini dovranno pagare di tasca propria una quota che corrisponde alla differenza tra il prezzo al pubblico del farmaco ricevuto e il nuovo prezzo di rimborso stabilito dall’Aifa. Ma Federfarma ricorda che “l’imposizione di questo onere e l’entità della quota richiesta ai cittadini non dipendono affatto dalla farmacia”. A stabilire la variazione dei prezzi è infatti stata la manovra Aifa che ha stabilito il taglio del prezzo di riferimento dei medicinali equivalenti. L’adeguamento da parte delle aziende ai nuovi prezzi, sottolinea il sindacato dei titolari di farmacia, “richiede tempi tecnici per la pubblicazione dei nuovi prezzi in Gazzetta Ufficiale, II Parte”. Questo comporterà, nel frattempo, la differenza di prezzo a carico del cittadino. Un fenomeno che comunque, secondo Federfarma, dovrebbe ridursi nei prossimi giorni, quando “i produttori di farmaci equivalenti potranno adeguare il prezzo dei propri farmaci ai nuovi prezzi di riferimento”.

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MessaggioInviato: 16 Apr 2011 18:43:25    Oggetto:  
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Nuovi prezzi degli equivalenti, in Campania oneri imprevisti
NAPOLI (15-4-2011) “La Regione Campania adotti la “clausola di salvaguardia” per evitare disagi alle fasce sociali deboli. Sui pazienti meno abbienti, infatti, potrebbero ricadere oneri imprevisti e non sopportabili con il rischio di abbandono delle terapie in corso”. L’invito è stato rivolto al governatore della Campania, Stefano Caldoro e ai sub commissari per la Sanità, Mario Morlacco e Achille Coppola, dal presidente di Federfarma Campania, Nicola Stabile. La nuova lista di trasparenza dell’Aifa, l’Agenzia italiana del farmaco, che in Campania andrà in vigore dal prossimo 20 aprile, farà si che il cittadino, nella stragrande maggioranza dei casi, pur scegliendo il medicinale a prezzo più basso, si troverà a dover corrispondere una differenza di prezzo. Questo fino a quando non ci sarà l’allineamento dei prezzi dei prodotti in commercio a quello di riferimento Aifa. In passato il prezzo di riferimento veniva stabilito sulla base del prezzo minimo applicato dall’industria sulla singola confezione, stavolta è stata l’Aifa a determinarlo d’ufficio sulla base di complessi calcoli che tenevano conto dei prezzi medi europei riferiti ad alcuni paesi dell’ Unione Europea. La Regione Campania è una delle poche a non aver applicato la “clausola di salvaguardia”. Essa consente al cittadino di non pagare alcuna differenza quando non vi è in commercio o non è reperibile il prodotto equivalente corrispondente al prezzo di riferimento. “Auspichiamo – ha sottolineato Stabile – che la Regione Campania possa riconsiderare la precedente decisione e ridurre i disagi ai cittadini meno agiati”.

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MessaggioInviato: 18 Apr 2011 17:29:35    Oggetto:  
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Taglio prezzi, venerdì di fuoco nelle farmacie

Venerdì di fuoco per gran parte delle farmacie italiane a causa dell'entrata in vigore dei nuovi prezzi di riferimento sugli equivalenti. Come si temeva, è toccato ai farmacisti fare da bersaglio alle proteste di quei clienti che hanno dovuto mettere mano al portafoglio per pagare la differenza tra quota rimborsata e prezzo di vendita. Tantissimi, perché a oggi si contano sulle dita i produttori che hanno limato verso il basso i propri listini e si tratta in gran parte di aziende di piccole dimensioni. Ci vorrà invece tempo perché le imprese più importanti comincino a tagliare i prezzi, sempre che decidano di farlo: una nota di Assogenerici ricorda che se in alcuni paesi esteri gli equivalenti hanno prezzi inferiori è perché poggiano su volumi di mercato assai maggiori; in Italia questi volumi non ci sono e quindi le imprese non possono fare miracoli. Se ne ricava che per qualche settimana la dispensazione di un equivalente costringerà i farmacisti a lunghe spiegazioni. Per avere conferma basta un veloce giro tra le regioni. «Venerdì mattina erano arrabbiati in parecchi» racconta Marco Nocentini Mungai, vicepresidente di Federfarma Toscana, titolare a Firenze « non è stato facile spiegare perché da un giorno all'altro c'è da pagare un ticket». «Ovvio che ci fosse rabbia» aggiunge Elisabetta Borachia, presidente di Federfarma Liguria «i giornali dicevano che i prezzi dei generici sarebbero calati e poi scopri che c'è da pagare un ticket, chi non se la prenderebbe?». Per avvertire della novità e sottrarre i titolari da sospetti infondati, Federfarma nazionale aveva distribuito una locandina da appendere in farmacia e lo stesso avevano fatto anche alcune Unioni regionali. Ma non è bastato. «La gente è irritata per quello che di fatto è un ticket occulto» commenta Achille Toschi Gallina, presidente di Federfarma Bologna e titolare nel capoluogo «e a noi crea disagio: viene a cadere il significato stesso del generico, per il quale ci battiamo da tempo». In questa veloce panoramica fanno eccezione solo poche Regioni: in Campania, per esempio, le liste di trasparenza entreranno in vigore il 20 aprile; in Piemonte invece l'amministrazione ha autorizzato l'applicazione fino a oggi della cosiddetta clausola di salvaguardia, che consente al farmacista di dipensare il prodotto reperibile senza ticket a carico del paziente. Ma da domani sarà un'altra musica.

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Taglio prezzi: per Aifa ribassi imminenti, Assogenerici ridimensiona

La maggior parte dei produttori abbasserà i prezzi degli equivalenti fino alla quota di rimborso indicata dalle liste di trasparenza già da giovedì prossimo, data di pubblicazione della prossima Gazzetta ufficiale. Così almeno promette l'Aifa dopo la ricognizione condotta ieri tra le aziende farmaceutiche per sondarne intenzioni e orientamenti dopo i tagli della settimana scorsa. Tagli che al momento continuano a costringere tantissimi pazienti a pagare il ticket anche quando viene dispensato il generico, perché come già scritto ieri sono pochissime e di modeste dimensioni commerciali le imprese che hanno già limato i propri listini (e una di queste ha persino fatto marcia indietro, a poche ore dalla pubblicazione dei nuovi prezzi nella Gazzetta di venerdì). «Questi disagi» sono le parole del direttore generale dell'Aifa, Guido Rasi «saranno risolti in gran parte entro giovedì prossimo, grazie anche al senso di responsabilità mostrato dalle aziende». Non pare altrettanto ottimista la nota diffusa da Assogenerici (nella foto il presidente Giorgio Foresti), a poche ore di distanza dalla comunicazione dell'Agenzia. «Il riallineamento parziale è in atto» recita il testo «ma non siamo in grado di indicare né l'entità né una data precisa, perché questa decisione spetta alle singole aziende associate sulla base del proprio conto economico. Quello che Assogenerici può affermare è che la riduzione dei prezzi è tale da rendere impossibile la produzione della totalità dei medicinali toccati dalla manovra, nelle attuali condizioni del mercato italiano. Come sempre hanno fatto, le aziende produttrici di equivalenti, laddove è possibile, provvederanno ad abbassare i prezzi per venire incontro alle necessità finanziarie dello Stato, ma un taglio dell'entità prevista dalla delibera, 600 milioni, è al di là delle possibilità del mercato». E segnali di disagio arrivano anche dalla distribuzione. Ieri il presidente di Federfarma Servizi, Paolo Tagliavini, ha scritto a Rasi per rinnovare la richiesta di un incontro tra Aifa e sigle della filiera allo scopo di risolvere i problemi innescati dall'intervento sui prezzi.

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MessaggioInviato: 22 Apr 2011 08:43:24    Oggetto:  
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Prezzi equivalenti, ribassi a rilento e la confusione non cala

Tensione sempre alta nelle farmacie per i tagli ai prezzi di riferimento impartiti dall'Aifa ed entrati in vigore una settimana fa. Questo almeno è il quadro dipinto da Altroconsumo, che denuncia numerose telefonate ai suoi centralini da parte di cittadini indignati per aver dovuto pagare anche decine di euro per un equivalente. La soluzione rimane quella di un abbassamento generalizzato dei prezzi da parte delle aziende, dato per certo dalla stessa Aifa a partire proprio da ieri. Ma per ora le informazioni provenienti dai distributori fanno intravvedere un quadro in evoluzione sì, ma senza fretta: alcuni produttori stanno ribassando o lo hanno appena fatto - compreso qualche nome importante - ma non sempre il calo azzera la quota di compartecipazione a carico del cittadino e soprattutto le aziende si stanno adeguando lentamente, come prevedevano nei giorni scorsi diversi osservatori. Intanto all'elenco delle regioni in cui i prezzi di riferimento vengono applicati senza "abbuoni" per gli assistiti c'è dall'altro ieri anche la Campania. Qui infatti le liste di trasparenza dell'Aifa sono entrate in vigore soltanto mercoledì ma l'invito lanciato il 19 aprile dal presidente di Federfarma Campania, Nicola Stabile, perché la Regione applicasse la clausola di salvaguardia per risparmiare ai campani il ticket sul generico non è stato raccolto. Infine, a proposito di prezzi c'è da registrare l'intervento del coordinatore della Commissione affari finanziari della conferenza delle Regioni, Romano Colozzi (nella foto), secondo il quale i problemi registrati in questi giorni sono da ricondurre a lacune nella legge Finanziaria da cui deriva l'intervento. Per questo motivo, ha detto Colozzi, «è urgente attivare il Tavolo Governo-Regioni sulla farmaceutica previsto dal Patto per la salute e mai concretizzato. Cosi come invito a non considerare solo la farmaceutica quale elemento su cui calcolare risparmio ma anche il settore dei dispositivi medici, come peraltro indicato nel Patto stesso».

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MessaggioInviato: 27 Apr 2011 08:29:46    Oggetto:  
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Equivalenti: Friuli pronto a imitare la Toscana, il Piemonte già lo ha fatto

Dopo la Toscana anche il Friuli Venezia Giulia potrebbe farsi carico della differenza tra quota di rimborso e prezzo di vendita per garantire il generico gratuito ai propri cittadini. Il condizionale è d'obbligo perché al momento si tratta soltanto di un'ipotesi di lavoro, esplicitata venerdì scorso dall'assessore alla salute, Vladimir Kosic. «Se la situazione non dovesse cambiare a breve, e cioè se non si assisterà all'abbassamento dei prezzi da parte delle aziende farmaceutiche» ha detto Kosic «la Regione valuterà come intervenire.È dal 2001 che non applichiamo ticket sui farmaci, nemmeno ora la Regione intende che costi impropri ricadano sui cittadini».
Nessun indugio invece in Piemonte, dove la Regione ha prorogato di un mese l'applicazione straordinaria della clausola di salvaguardia, che consente alle farmacie di dispensare gratuitamente il generico meno caro anche quando sussiste una differenza con il prezzo di riferimento. «In questo lasso di tempo» è la riflessione del presidente di Federfarma Piemonte, Luciano Platter «i prezzi degli equivalenti dovrebbero scendere ancora e ridurre ulteriormente la compartecipazione a carico dei pazienti». In effetti i dati diramati tra giovedì e venerdì dicono che ormai nel 60% delle 529 categorie terapeutiche, in cui è divisa la lista di trasparenza dell'Aifa, c'è almeno un generico allineato alla quota di rimborso. E anche se a ieri sera non risultavano nuovi ritocchi, continua a essere convinzione generale che nei prossimi giorni altri produttori rivedranno i propri listini. Lo confermano anche gli ordini delle farmacie, sempre con il freno a mano tirato per evitare svalutazioni delle giacenze troppo onerose. Intanto, a maggio dovrebbe riprendere il tavolo sulla farmaceutica tra Stato e Regioni che era stato istituito dal Patto per la salute e da circa un anno non si era più riunito. Sul piatto il deficit della spesa ospedaliera, due miliardi e mezzo solo per quest'anno, e la sostenibilità dei bilanci regionali.

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MessaggioInviato: 27 Apr 2011 08:30:13    Oggetto:  
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Equivalenti: l'allineamento dei prezzi è iniziato

Dopo che l'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) la scorsa settimana ha abbassato il prezzo di riferimento molte aziende farmaceutiche (attualmente 55) hanno allineato i prezzi dei loro farmaci: per ora si tratta di 1.380 su un totale di 4.188 prodotti equivalenti inseriti nella lista di trasparenza pubblicate dall'Aifa. Di questi 1.380 farmaci, 1.000 hanno subito un allineamento totale ai prezzi di riferimento della lista Aifa per cui il paziente non deve pagare alcuna differenza di prezzo, salvo il ticket dovuto. Gli altri 380 hanno subito un decremento di prezzo che va dall'1,49 al 38,5%. Per questi prodotti i cittadini dovranno corrispondere una minore differenza di prezzo, sui medicinali prescritti, rispetto ai giorni immediatamente successivi all'inizio della manovra. Con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale parte seconda (in uscita il martedì, giovedì e sabato) delle riduzioni di prezzo sopra riportate si è innescato un processo di assestamento del mercato che sarà seguito, probabilmente, da altre riduzioni nei prossimi giorni. Nel frattempo sono ancora 2.808 i medicinali che non hanno registrato alcun tipo di adeguamento ai prezzi di riferimento, e per i quali il cittadino deve pagare la differenza piena di importo tra il prezzo al pubblico e la cifra che il Ssn rimborsa oggi per quel farmaco.

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Prezzi generici, Dompé: non proseguire coi tagli

Bisogna chiedere allo Stato e alle Regioni di non proseguire con una politica di depauperamento dei finanziamenti alla Sanità»: lo ha detto ieri a Roma il presidente della Farmindustria, Sergio Dompé, commentando la questione dei prezzi dei farmaci generici a margine della presentazione del Rapporto sulle biotecnologie in Italia. «Credo» ha aggiunto «che oggi debba fare un piccolo sacrificio l'industria, cosa che ha fatto», sacrifici ne faranno i cittadini, che dovranno pagare «una partecipazione modesta, di un euro o un euro e mezzo», ma Stato e Regioni devono fare la loro parte. La «ricetta», secondo Dompé, «è l'appropriatezza, a partire dalle pensioni», nelle quali «l'Italia spende il 20% in più rispetto all'Europa, mentre spende il 15% in meno nella sanità e mediamente il 30% in meno per i farmaci». Per Dompé «il nostro sistema farmaceutico è, in Europa, quello che i costi più bassi per lo Stato e per i cittadini». Ultimamente, ha aggiunto, «sono stati fatti dei tagli a livello di rimborsi che in qualche caso non riescono a coprire i costi di produzione dei farmaci in Europa»: se i tagli dovessero essere mantenuti o allargati, ha detto ancora, «si metterebbe a rischio la possibilità di continuare con gli stabilimenti italiani. Questo, strategicamente, sarebbe un errore gravissimo: andremmo a regalare la nostra capacità produttiva a sistemi che hanno costi molto inferiori ai nostri».



Lombardia, sovrapprezzo equivalenti a carico della Regione

Da oggi e per tutto il mese di maggio i cittadini lombardi non dovranno più pagare il sovrapprezzo di molti farmaci equivalenti causato dal decreto dell'Aifa. Sarà, infatti, la Regione Lombardia ad accollarsi questa differenza. Lo ha deciso la Giunta, su proposta dell'assessore alla sanità Luciano Bresciani, approvando una delibera che stanzia un milione di euro a copertura dei costi, oggi a carico dei cittadini. L'intervento del Pirellone varrà in tutte le 2.600 farmacie convenzionate con il sistema sanitario regionale. «Abbiamo stanziato un milione di euro» ha annunciato il presidente della Regione Roberto Formigoni «per evitare che i cittadini debbano pagare un sovrapprezzo quando vanno in farmacia e chiedono alcuni farmaci generici che in seguito a una disposizione dell'Aifa erano aumentati. In alcuni casi questi farmaci erano aumentati di qualche decina di centesimi o in altri anche di euro». Il governatore lombardo ha spiegato che il periodo sperimentale di un mese «serve per verificare nella realtà quale sarà il costo complessivo» dell'intervento ma anche per «risolvere il problema alla radice spingendo l'Aifa a cambiare provvedimento». A questo proposito Formigoni ha garantito che la Regione «ha già chiesto all'Agenzia nazionale del farmaco di cambiare provvedimento e di poter accettare la reimmissione sul mercato di farmaci a più basso prezzo e con gli stessi valori di fronteggiamento della malattia».

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Il settore degli equivalenti i sacrifici li fa da sempre

Per il presidente Giorgio Foresti è ingiusto porre sullo stesso piano i produttori di farmaci branded e di equivalenti quando si parla di riduzioni del prezzo di riferimento. “In questi anni” dice “il generico ha rappresentato il principale elemento moderatore della spesa e la recente manovra ci danneggia sul piano industriale e anche in termini di immagine”

Roma, 5 maggio 2011 - “Per la verità trovo sorprendente che si accomunino nella necessità di fare sacrifici tutte le componenti dell’industria del farmaco, come ha fatto il presidente di Farmindustria Sergio Dompé. Il settore dei farmaci equivalenti ha ampiamente fatto la sua parte, avendo rappresentato dal 2005 a oggi il principale elemento moderatore della spesa, come mostra il fatto che la principale determinante dell’aumento della spesa complessiva è l’aumento della spesa farmaceutica ospedaliera” dice il presidente di AssoGenerici, Giorgio Foresti. “Il tutto senza che in questi anni si sia fatto nulla per favorire l’allineamento dell’Italia alle dinamiche del mercato europeo, dove gli equivalenti veri, i generici senza marca, rappresentano la metà dei farmaci dispensati. Non solo, ma analoghi meccanismi di protezione della situazione esistente si vanno prospettando anche nei confronti dei biosimilari, che pure rappresentano una formidabile occasione per contenere anche la spesa farmaceutica in ospedale”.

Per AssoGenerici, poi, non può essere sottovalutato l’impatto che ha sui cittadini la scoperta di dover pagare anche per ottenere il farmaco equivalente “dopo che per anni si sono sentiti ripetere che affidarsi all’equivalente era il modo per non gravare sulle loro tasche. In pratica, quel poco di informazione che era stato fatto sull’equivalente era basato, sbagliando, sull’elemento prezzo e ora viene smentito anche questo” conclude Giorgio Foresti.

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Oltre metà medici famiglia non ha fiducia in generici, ma li prescrivono sempre di più per richieste dei pazienti

I medici di base hanno ancora poca fiducia nei confronti del farmaco generico: non sono pienamente convinti della sua efficacia terapeutica, ma lo prescrivono ai pazienti che, dal canto loro, cominciano a richiederlo più frequentemente. È quanto emerge dal sondaggio del Centro Studi Merqurio effettuato nell'ultima settimana di aprile su un campione di 204 medici di base in tutta Italia. Alla domanda 'l'equivalente ha la stessa efficacia terapeutica del farmaco branded?', solo il 37,6% dei professionisti interpellati ha risposto sì. Il 57,4% non si fida (37,4%) o lo fa solo in alcuni casi (25,9%), mentre un 4,9% non sa rispondere.
Il dato è in parte smentito dalle indicazioni sulle prescrizioni: se c'è un 'irriducibile' 42,6% che scrive sulla ricetta il farmaco di marca, il 57,4% va nella direzione opposta: il 38,9% dei camici bianchi precisa solo il nome del principio attivo o il principio attivo seguito dal nome dell'azienda produttrice (18,5%). La maggior parte dei pazienti (64,8%) in linea di massima appare ben disposta nei confronti dell'equivalente, con una punta del 21% che 'spesso lo richiede' e un 43,8% che lo accetta ma 'solo in alcuni casi'.

Riduzione prezzi di rimborso generici: per moltissime liste di trasparenza esiste il farmaco gratuito

Proseguono, sulla Gazzetta Ufficiale parte seconda, le pubblicazioni di riduzioni del prezzo al pubblico di farmaci equivalenti inseriti nelle liste di trasparenza.
Al momento, tenendo conto delle riduzioni di prezzo che risultano pubblicate o in corso di pubblicazione, il processo di assestamento del mercato mostra che, a livello nazionale, per 244 liste di trasparenza su un totale di 524, esiste almeno un farmaco con il prezzo allineato a quello di rimborso stabilito dall'Aifa.
In 4 casi esiste un farmaco con un prezzo al pubblico inferiore al prezzo di riferimento.
In tutti i casi di allineamento del prezzo, pertanto, i cittadini non dovranno pagare alcuna differenza, salvo l'eventuale ticket nelle regioni in cui esista.
Tra le ultime regioni che, in ordine di tempo, hanno adottato provvedimenti (seppur con alcune differenze di ordine tecnico), per alleggerire il peso della manovra nei confronti degli assistiti, prevedendo l'esonero dal pagamento della differenza di prezzo nel caso in cui non esista un farmaco con prezzo allineato, si segnalano, la Calabria e la Lombardia.

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MessaggioInviato: 11 Mag 2011 09:18:23    Oggetto:  
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Fazio, dobbiamo tornare a 100% principi attivi senza ticket

Sulle cure ai cittadini «per l'art.32 della Costituzione abbiamo un sistema universalistico. Ora siamo all'85% dei principi attivi disponibili in farmacia senza ticket. Dobbiamo tornare al 100%, e il governo farà in modo di tornarci, è un impegno». Lo ha detto il ministro della Salute Ferruccio Fazio, in occasione della cerimonia di ampliamento dello stabilimento di Latina della Janssen, del gruppo Usa J&J. «Inizialmente» ha precisato Fazio «i principi disponibili gratuitamente erano il 50%-60%. Le compagnie farmaceutiche si stanno adeguando e noi ci auguriamo che continuino a ridurre i prezzi in modo di arrivare fisiologicamente, in base alla manovra, al 100%». Comunque, ha detto il ministro, «c'é l'impegno del governo a garantire che ci sia sempre e comunque un principio attivo gratuito. Le strade per far sì che questo avvenga sono mille; non possiamo permettere» ha sottolineato infine Fazio «che siano le Regioni a vicariare quello che è un dovere dello Stato, e cioè l'universalità delle cure ai cittadini''.

Generici, Giustini (Simg): poca fiducia è inevitabile

«Se sul mercato troviamo 30 diverse molecole di simvastatina, come possiamo essere certi della sicurezza ed efficacia di tutte?» così Saffi Ettore Giustini (foto), responsabile area Farmaco della Simg e componente della Ctr (Commissione terapeutica regionale) della Toscana, commenta l'indagine secondo la quale i medici di base avrebbero poca fiducia nei confronti del farmaco equivalente. «Un risultato che non mi sorprende» continua Giustini «il medico vive una sensazione di precarietà che nei sondaggi diventa scarsa fiducia». Saffi Giustini torna poi su una richiesta di lunga data quella di introdurre la non sostituibilità «il problema non è in sé il farmaco equivalente, la qualità di molte aziende è fuori discussione» precisa il medico toscano «ma il fatto che, per ragioni economiche, in funzione della sua disponibilità, il farmacista possa cambiare molecola». Una soluzione potrebbe essere l'Orange book prospettato dall'Aifa? «Assolutamente sì» risponde Giustini. «Un documento di questo tipo darebbe garanzie sulla sostituzione anche al farmacista oltreché al cittadino. Per ora però siamo fermi agli annunci e non c'è alcun progresso tangibile. Forse ci stanno lavorando» sottolinea il responsabile farmaco della Simg. Il problema di fondo resta comunque culturale secondo Giustini, perplesso sulla politica fatta per divulgare il ricorso agli equivalenti nel nostro paese «ci sarà un motivo se in altri paesi europei, dalla Francia alla Gran Bretagna il generico ha molta più penetrazione. E una situazione sociale e culturale più tranquilla e con toni meno apocalittici sull'ingresso degli equivalenti ha sicuramente aiutato» conclude.

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MessaggioInviato: 20 Mag 2011 21:46:47    Oggetto:  
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Assogenerici replica a Farmindustria: “Perché ancora dubbi sui biosimilari?”

L’auspicio di maggior e più severi controlli sulla qualità dei farmaci biosimilari venuta da Sergio Dompé, presidente di Farmindustria, non piace ad Assogenerici. E il suo presidente, Giorgio Foresti, replica: “Mettere in discussione l’iter di registrazione dei biosimilari significa mettere in discussione le procedure di registrazione di qualsiasi farmaco”.

20 MAG - A margine della presentazione di un’indagine demoscopica sulle biotecnologie tenutasi ieri e promossa dalla Farmindustria, Sergio Dompé il presidente dell’Associazione degli industriali del farmaco ha avuto modo di tornare sulla “querelle” tra prodotti di biotecnologia e i biosimilari, liberamente producibili alla scadenza del brevetto degli originatori. Lo ha fatto sottolineando la necessità dell’adozione di livelli di verifica più elevati da parte delle autorità di controllo, “per essere certi di avere a disposizione un prodotto efficace e sicuro”. Una puntualizzazione che Assogenerici, l’Associazione dei produttori di farmaci generici, ha giudicato “spiacevole”. Come ha ribadito il suo presidente Giorgio Foresti, in una nota stampa “Spiace vedere che ancora si attua un paragone improprio con i farmaci equivalenti, chiamando in causa il concetto di bioequivalenza”. “Da sempre, per legge, i farmaci biosimilari non sono considerati bioequivalenti rispetto agli originatori” spiega Foresti nella nota “ma sono considerati farmaci con le stesse indicazioni e lo stesso meccanismo d’azione dell’originatore e, di conseguenza, per essere registrati e immessi in commercio devono sottostare alle stesse prove di sicurezza ed efficacia richieste a qualsiasi nuovo farmaco. Mettere in discussione l’iter di registrazione dei biosimilari significa dunque mettere in discussione le procedure di registrazione di qualsiasi farmaco”.
In questo modo, inoltre, continuando a sollevare dubbi sulla qualità e l’efficacia dei farmaci biosimilari, “Si continua a sottovalutare il fatto che se è innegabile la delicatezza del processo di produzione dei farmaci biotecnologici, i biosimiliari prodotti oggi possono contare su decenni di progressi nelle metodiche di produzione, “affinamenti” delle tecnologie che non erano ovviamente disponibili quando iniziò la produzione dei farmaci originali”. “Il biosimilare, di conseguenza” conclude la nota di Assogenerici “presenta semmai un valore aggiunto, non un minor valore: sarà il medico a decidere quale farmaco usare in scienza e coscienza, sulla base anche della risposta clinica del paziente, come da sempre accade quando si hanno a disposizione diverse opzioni terapeutiche”

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