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Area Professionale - ORARI LIBERI per le FARMACIE cosa ne pensi TU?

ordfarmsa - 28 Mar 2011 08:54:24
Oggetto: Orari: la Campania fa marcia indietro, il Veneto mette la qu
Orari: la Campania fa marcia indietro, il Veneto mette la quarta

Sulla liberalizzazione degli orari di apertura delle farmacie la Campania si prepara a fare marcia indietro. La commissione Sanità del Consiglio regionale ha, infatti, proposto l'abrogazione della modifica alla legge 7/1980 che nel novembre scorso aveva abolito il tetto delle 60 ore settimanali. Approvato dall'assemblea consiliare con un blitz che aveva colto tutto di sorpresa, il provvedimento si era subito attirato le contestazioni di ordini e Federfarma campane. Era quindi scattato un intenso lavoro di mediazione nei confronti della maggioranza di governo che con l'intervento della commissione Sanità sta raccogliendo i primi frutti. Anche se i farmacisti preferiscono restare cauti. «La proposta va ora esaminata dal Consiglio» commenta il presidente di Federfarma Campania, Nicola Stabile «e al momento neanche si sa quando se ne discuterà. Il fatto però che la Commissione abbia approvato all'unanimità rappresenta comunque un punto a nostro favore». Per una Regione che dopo aver liberalizzato si appresta a tornare indietro, ce n'è un'altra che invece sulla deregulation potrebbe accelerare. È il Veneto, dove nei giorni scorsi è stata presentata una proposta in Consiglio di legge regionale diretta a trasformare la soglia delle 40 ore settimanali da tetto massimo a tetto minimo delle aperture, spalmato su sei giorni. Una copia quasi identica della proposta era stata già presentata un anno fa per essere poi bocciata in commissione Sanità per un solo voto di differenza e il precedente spiega forse perché Federfarma regionale preferisca per ora la strada della diplomazia: «Dobbiamo ancora esaminare il testo in tutti i suoi dettagli» dice il presidente dei titolari veneti, Marco Bacchini «sappiamo in ogni caso che nell'iter legislativo del provvedimento avremo l'opportunità di presentare le nostre proposte». Probabilmente è un riferimento alla bozza per un disegno di legge sugli orari delle farmacie che sindacato e ordini hanno in cantiere da circa tre anni ed è ormai agli ultimi ritocchi. Il documento contempla un innalzamento del tetto settimanale (fino a 46-48 ore) e l'abolizione dell'obbligo delle ferie estive. «Per noi la bozza va bene così com'è» sottolinea il presidente della Conferenza degli ordini veneti, Adriano Guiotto «tocca a Federfarma dire la sua. Di certo la deregolamentazione totale degli orari trova contrari anche gli ordini».
ordfarmsa - 28 Mar 2011 09:07:07
Oggetto:
Salerno 25/03/2011
Prot. 570

A tutte le farmacie rurali
della Provincia di Salerno

Gentile Collega,
a seguito di numerose richieste di chiarimenti riguardo all'applicazione dell'orario minimo di apertura al pubblico delle farmacie rurali, si informa che, contrariamente a quanto poteva essere interpretato dalle nostre precedenti comunicazioni, l'elevazione del minimo (da 40 a 44 h) apportato dalla L.R.C. 1/2010, riguarda le sole farmacie urbane.
Le altre, quindi, non sono vincolate a tale obbligo, cosi come, d'altra parte, era gia' nella previsione normativa dettata dalla L.R.C. 1/1980.
A tal fine si informa che per quanti, tra i colleghi titolari e/o direttori di farmacie rurali, avessero gia' fatto richiesta dell'orario elevato al minimo per effetto dell'erronea interpretazione fatta sull'argomento, e' possibile richiedere a quest'Ordine la rettifica di tale orario. Tale richiesta dovra' essere tempestiva e, possibilmente, gia' munita del parere plsitivo del Sindaco.

Cordiali saluti

Il Presidente
Dr. Ferdinando Maria de Francesco
Pres.Tutti i Farm.sù Fb12 - 16 Apr 2011 16:13:58
Oggetto: ORARI LIBERI per le FARMACIE cosa ne pensi TU?
SEI per gli ORARI LIBERI in FARMACIA?
ordfarmsa - 22 Apr 2011 08:44:31
Oggetto:
Campania, modifica orari farmacie solo rimandata

«È stato solo un contrattempo. La modifica agli orari di apertura e chiusura delle farmacie, sarà approvata nella prossima seduta». È quanto sottolinea il consigliere regionale del Pdl in Campania e presidente del Tavolo Regionale del Partenariato Economico e Sociale, Luciano Schifone, primo firmatario della proposta di legge che prevede la sospensione degli effetti della legge regionale in materia di turni e orari di apertura delle farmacie, presentata insieme ad altri 15 consiglieri di maggioranza e di opposizione. «Soltanto la momentanea e sopravvenuta mancanza del numero legale», ha aggiunto Schifone «ha impedito che il Consiglio regionale approvasse, nel corso della seduta di ieri, la proposta di legge bipartisan». «Grazie, però», ha sottolineato Schifone «all'inversione dell'ordine del giorno da me richiesta e ottenuta, nel corso di quella seduta, essa si ritrova ora al primo punto dell'ordine del giorno della prossima e, in considerazione, dall'ampia convergenza registratasi, anche nel corso del dibattito in aula, su questa proposta, non ci sono dubbi sulla sua approvazione nella prossima seduta». «Purtroppo» continua Schifone «la liberalizzazione selvaggia dei turni e degli orari, in assenza di una regolamentazione sostitutiva, solo apparentemente può sembrare una soluzione che determina un ampliamento dell'offerta di prestazioni. In realtà è risultato evidente che, una volta assestato il quadro delle farmacie che volontariamente osservano un'apertura "no-stop", nelle aree più ricche, questo non garantisce affatto né l'obbligo né l'interesse delle altre farmacie ad assicurare una adeguata apertura in orari e territori meno interessanti sotto il profilo del mercato». «Da qui» conclude il presidente del Tavolo Regionale del Partenariato Economico e Sociale «la necessità di provvedere con una sistematica normativa che regolamenti in modo organico la materia, ma nell'attesa per evitare il caos che si sta verificando, è necessaria una sospensione degli effetti della legge 5/2010».
mockingbird - 22 Apr 2011 20:24:54
Oggetto: Orari apertura liberi
Penso che il futuro sia quello intravisto dalla giunta Caldoro, capisco che in alcune realtà è difficile recepire ed attuare l'elasticizzazione degli orari di apertura ma per gli anni e le situazioni prossime non credo ci sia grande scelta. le farmacie sono aziende e devono essere competitive, i privilegi conquistati in passato sono perlappunto del passato.
Abituiamoci prima che sia tardi ad una versatilità sul lavoro a mio avviso essenziale
nei prossimi anni.
Pres.Tutti i Farm.sù Fb12 - 27 Apr 2011 11:04:54
Oggetto:
E VOI COSA NE PENSATE?
aldo75 - 09 Giu 2011 08:24:33
Oggetto:
Tratto da un altro forum:

Regione Campania

Citazione:
Al voto domani in Aula la norma che cancella la liberalizzazione dei turni delle farmacie introdotta a dicembre scorso.
Il testo della norma rirpistina l’obbligo per le farmacie di prevedere un intervallo pomeridiano durante la giornata e il giorno di riposo nel corso della settimana. La sospensione della norma elimina l’obbligo, nei giorni di domenica e festività infrasettimanali per tutte le farmacie, urbane e rurali, di assicurare il livello minimo di servizio farmaceutico mediante turni ai qualki si aggiungono le farmacie, non in servizio per turno che possono rimanere aperte nei giorni di domenica e di festività infrasettimanale con l’unico vincolo di assicurare tale servizio per l’intero anno solare e dopo comunicazione al sindaco territorialmente competente. In pratica tali turni vanno rivisti.

ORARIO NOTTURNO
Stop anche alla liberalizzazione dell’orario notturno che, in base alla stessa legge del dicembre scorso, sia nei giorni feriali sia nei festivi, è assicurato da farmacie che volontariamente sono disposte a restare aperte per tutto l’anno e da farmacie che rientrano nei turni disposti dalla direzione generale delle Asl e in base ad una semplice autorizzazione sindacale e ordinistica.
La liberalizzazione selvaggia dei turni e degli orari in assenza di una regolamentazione sostitutiva si è rivelata una soluzione che solo sulla carta ha determinato l’ampliamento dell’offerta di prestazioni.
Assestato il quadro delle farmacie che volontariamente osservano una apertura no-stop, nelle aree più ricche questo non ha garantito né l’obbligo né l’interesse delle altre farmacie ad assicurare una adeguata apertura in orari e territori meno interessanti riguardo al mercato.


I signori hanno scoperto l'acqua calda, e cioè gli effetti delle liberalizzazioni incontrollate sul servizio farmaceutico. Sono bastati pochi mesi per far capire a cittadini e amministratori che quello della salute non è un mercato come quello dei detersivi e occorrono regole a difesa dei soggetti deboli. Farmacisti e cittadini
Pres.Tutti i Farm.sù Fb12 - 09 Giu 2011 10:21:54
Oggetto:
grazie per il vostro contributo
ordfarmsa - 09 Giu 2011 20:17:25
Oggetto:
Farmacie: il Tar Puglia conferma le regole su orari e turni

Due sentenze dei giudici amministrativi pugliesi hanno rigettato altrettanti ricorsi presentati da titolari di farmacia contro le disposizioni dell’Ordine dei farmacisti di Bari e dell’Asl BA/4 per la regolamentazione dei turni notturni. A detta del Tar si tratta di disposizioni legittime e pienamente conformi al dettato della legge regionale 18/1998 che regola, appunto, il servizio notturno delle farmacie.

09 GIU - Sono praticamente speculari le due sentenze con le quali il Tar Puglia ha rigettato i ricorsi proposti da farmacisti titolari di farmacia contro le disposizioni dell’Ordine dei farmacisti di Bari relative alla turnazione del servizio notturno. Si tratta, nello specifico, delle sentenze 449 e 550 del 2011 con le quali i giudici amministrativi hanno anche confermato la correttezza assoluta dell’operato dell’Ordine. Il sistema di turni notturni individuato dall’Ordine dei farmacisti (con la delibera del 12 settembre 2001) e approvato dalla Direzione generale dell’Asl Ba/4 (anch’essa chiamata a giudizio dai ricorrenti) è apparso conforme alle disposizioni della legge regionale (18/1998): quegli atti, sono stati giudicati legittimi sia sotto il profilo dell’aderenza alle disposizioni legislative, sia sotto quello della ragionevolezza e adeguatezza dell’azione amministrativa.
Le stesse sentenze hanno anche respinto la richiesta dei ricorrenti (fatta in entrambe i giudizi) di rimettere la questione alla Corte Costituzionale o alla Corte di Giustizia Europea: il Tar ha infatti ritenuto le norme regionali sui turni delle farmacie, conformi ai principi costituzionali e compatibili con la normativa comunitaria.
Il tribunale amministrativo, in particolare, ha precisato che: “nella situazione oggetto di causa è ravvisabile l’esigenza dei titolari di farmacie di espletare liberamente il servizio nell’esercizio di una attività economica ed altresì l’esigenza di salvaguardare il bisogno degli utenti di disporre di un servizio di farmacie notturne distribuito in modo capillare. Tali esigenze si scontrano, tuttavia, con la necessità di salvaguardare i diritti dei lavoratori, dipendenti delle farmacie, che potrebbero essere messi a rischio ove si concedesse di svolgere il servizio notturno secondo la voglia e la disponibilità dei titolari delle farmacie”.
Va infine ricordato che il Tar ha anche sottolineato come l’apertura notturna costituisca una deroga al principio dell’apertura giornaliera di otto ore. E che a giustificarla vi è solo il fatto “…che le farmacie espletano un servizio pubblico e che, pertanto, è ammissibile e legittima solo nei limiti dello stretto necessario per assicurare tale servizio”.


09 giugno 2011
marcello - 10 Giu 2011 22:52:16
Oggetto:
io credo che appare davvero singolare che nonostante siano trascorsi neppure sei mesi dall'entrata in vigore della nuova legge regionale, il consiglio regionale, già da cinque mesi or sono, vorrebbe mettere nuovamente mano alla legge regionale che regolamenta gli orari delle farmacie. Un riordino che, se da un lato, rappresenta un passo indietro sul fronte della liberalizzazione, dall’altro ne conta almeno tre indietro sul piano dei servizi, della libera concorrenza e dell’occupazione.

Non permettere a un farmacista di gestire gli orari della propria "impresa" secondo una logica manageriale o di mercato, ma in base a delle disposizioni che tengono conto solo di macrovariabili regionali o provinciale, significa penalizzare il territorio, l’imprenditore e la comunità.

Ciò senza tener conto che il farmacista è, su molti medicinali (quelli acquistabili senza prescrizione), in diretta concorrenza con le parafarmacie e i supermercati che hanno orari di apertura assai più flessibili di quelli riservati a una farmacia.

Deve essere chiaro a tutti che la legge approvata a dicembre 2010 nulla ha modificato circa i turni obbligatori (come invece è riportato nel comunicato 416/IX Leg a proposito della dichiarazione dell'Onorevole Polverino). Anzi ha aggiunto la possibilità di arricchire l’offerta del servizio farmaceutico all’utenza, consentendo a coloro che non sono obbligati dal turno a restare aperti. La norma ha, inoltre, precisato che la scelta adottata dal farmacista titolare vale per l’intero anno solare, al fine di evitare distorsioni speculative commerciali e contrarie all’interesse del cittadino.

Non c’è nessuna “liberalizzazione selvaggia dei turni e degli orari” come qualcuno vuol far intendere.

Non sono chiare quali possano essere “le conseguenze caotiche” né si comprende da cosa potrebbe derivare il “detrimento della garanzia di assistenza sotto il profilo sia temporale che territoriale” cosi come è stato esposto ai Consiglieri regionali.

L’attuale impianto normativo assicura certamente un “ampliamento dell’offerta di prestazioni”, in quanto sarà possibile ottenere un incremento di farmacie aperte sul territorio in aggiunta a quelle già obbligatoriamente aperte per turno.

Non c’è alcun rischio di discriminazione tra aree territoriali più deboli ad altre più ricche, in quanto il servizio farmaceutico è assicurato per legge sull’intero territorio, giusto art. 2 della Legge 2 aprile 1968, n. 475 modificata dalla Legge 8 novembre 1991, n. 362, che così recita: “ogni comune deve avere una pianta organica delle farmacie nella quale è determinato il numero, le singole sedi farmaceutiche e la zona di ciascuna di esse, in rapporto a quanto disposto dal precedente articolo 1”, che stabilisce il numero di sedi farmaceutiche sul territorio comunale in funzione della popolazione residente.

Alla luce di quanto sopra esposto non si ravvede “la necessità di dover provvedere con una sistematica normativa”, in quanto quella attualmente vigente “regolamenta in modo organico la materia”.

Ad ogni modo, prima di rimettere mano alla legge di riordino degli orari delle farmacie (che sempre e comunque vanno preventivamente comunicati all’Asl di appartenenza, al Comune e all’Ordine), sarebbe opportuno che ognuno dei consiglieri chiamati a esprimere il proprio voto rispondesse in tutta coscienza ad almeno tre quesiti:
1.È da considerarsi un danno per il territorio e la comunità la presenza di una farmacia aperta 24/24 rispetto a una che opera a mezzo servizio?
2.Può rappresentare un beneficio per il territorio e la comunità avere un’azienda che crea qualche posto di lavoro in più, avendo la possibilità di allungare l’orario e i giorni di apertura?
3.È da ritenersi quantomeno singolare che la libera concorrenza tra imprese che trattano lo stesso prodotto risulti penalizzante per uno soltanto dei soggetti (la farmacia)?

Dobbiamo svegliarci
credo che l'unico modo per fronteggiare l'apertura di ulteriori parafarmacie è quello di metterci a lavorare ed abbandonare le vecchie idee.
Più spazio lasciamo e più terreno perdiamo
azairo - 12 Giu 2011 23:10:54
Oggetto:
Salve a tutti io sono un titolare di farmacia e credo che Marcello abbia pienamente ragione, la legge regionale esistente e' giusta perche' conferma a tutti noi il criterio di liberta' di arbitrio e di professione, e' giusto dare a chi ha la possibilita' di prestare servizio piu' a lungo di farlo, anche di domenica e nei festivi, quello che non prevede questa legge, ed e' una grave lacuna e' la facolta' per chi e' impossibilitato economicamente a prestare servizio di essere dispensato dai turni e dai festivi, a tale uopo si fa presente come la legge della regione Lazio sia molto piu' evoluta della nostra, garantendo la facolta' di esonerarsi dal servizio notturno qualora nella stessa asl o comune vi sia una farmacia che svolga quel servizio, dandone comunicazione agli organi competenti.
LEGGE REGIONALE N. 26 DEL 30-07-2002
modificata dalla legge regionale n. 2 del 27-02-2004
“Disciplina dell'orario, dei turni e delle ferie delle farmacie aperte al pubblico”.
Si rifletta bene se non sia il caso di fare passi avanti sulla strada della liberta' e non indietro.
grazie a tutti i colleghi
azairo - 12 Giu 2011 23:14:10
Oggetto:
Preciso nella regione Lazio...e' espresso dalla legge che se una farmacia di una asl o comune presta servizio notturno e festivo annuale volontario , le altre farmacie possono di anno in anno optare per l'affiancamento o per l'esonero, grande segnale di civilta', e' inutile costringere farmacie che si trovano anche a distanza di soli 500 mt dalle centrali a restare aperte nei festivi e di notte..per andarci a perder soldi e lavoro.
grazie ancora
angrisann - 13 Giu 2011 08:35:02
Oggetto:
I problemi sollevati sono seri e le opinioni diverse sono plausibili, non ho la soluzione in tasca ma, al di la del fatto oggettivo che sarebbe auspicabile avere una legislazione coerente nel medio periodo e che quindi il metodo di cambiare con forzature , poi tornare indietro determina solo confusione e disservizio per cittadini ed operatori,
voglio segnalare un altro aspetto del problema:
da titolare rurale penso che ,come per altre tematiche e questioni aperte anche questa discussione dovrebbe rappresentare un ulteriore occasione per evidenziare l'enorme differenza nell'espletamento del servizio tra le farmacie urbane e quelle rurali:

Inutile ripetere qui la enorme differenza della tipologia di servizio che il farmacista rurale e' chiamato a svolgere (notturno antieconomico, primo riferimento sanitario spesso in prima persona data l'impossibilita' economica di sostenere il costo di ulteriore personale ecc), quello che mi preme e' ribadire che e' leggittimo temere che una liberalizzazione senza regole anche degli orari e dei turni,danneggerebbe le piccole farmacie, la popolazione che fa riferimento a queste farmacie e quindi in definitiva la qualita' e la capillarita' del servizio.
Per essere piu' chiari: anche se consentire a chi vuole di aggiungersi a chi e' di turno obbligatorio sembra andare nella direzione di un miglior servizio, di fatto succederebbe che chi gia' era obbligato ad aprire per fornire il servizio in maniera gia' di per se antieconomica, sarebbe esposto anche alla concorrenza dei colleghi vicini anche nell'espletamento del turno.

Il problema c'e': quali le soluzioni ??
Consentire l'esonero volontario laddove ci possa essere accordo con colleghi vicini che comunque garantisca il servizio?? Immaginare una legislazione differenziata in relazione agli abitanti?? (piu' libera nei comuni sopra i 12500abitanti e piu' regolata sotto i 12500ab)??
a voi la palla......
roxma66 - 13 Giu 2011 22:41:23
Oggetto:
E' vero che le farmacie sono anche aziende e di ciò bisogna tener conto ma io penso che una regolamentazione precisa di orari ,turni e ferie sia necessaria poichè la deregulation selvaggia di un servizio così importante per la collettività non apporta beneficio a nessuno. Vogliamo seguire la strada dei supermercati i cui dipendenti sono costretti a lavorare tutti i giorni, festività comprese? Very Happy
marcello - 14 Giu 2011 12:51:45
Oggetto:
Ribadisco che nessuno vuole una deregulation selvaggia. E' normale che una farmacia per restare sempre aperta ha bisogno di un organico piu' ampio rispetto alla conduzione familiare e quindi piu' spese. Per la faccenda dei supermercati io credo che attualmente in questo momento di grave crisi finanziaria meglio un lavoro che restare a spasso tanto sfido chiunque a contraddirmi che ci sono molti farmacisti in Campania che devono andare fuori regione per trovare lavoro. Allora credo che per loro sia meglio lavorare nel week-end o nel servizio notturno piuttosto che doversi allontanare da casa
azairo - 14 Giu 2011 15:40:27
Oggetto:
Cari colleghi io credo che sia solo una mera questione emotiva pensare che se in un comune vi sono delle sedi con una collocazione piu' centrale e trafficata, tali sedi per l'apertura domenicale , festiva e notturna debbano nuocere o impedire un aumento di fatturato ad altre che sono piu' periferiche, per cui se all'interno di un comune o di una asl vi sono farmacie che per la loro allocazione hanno vantaggi economici per svolgere tali servizi, debbano tranquillamente farlo , favorendo l'occupazione , creando anche un servizio migliore alla collettivita' e sollevando anche le sedi che per loro collocazione lavorerebbero comunque di meno dall'onere di gestire costi eccessivi per un servizio che fatto nelle sedi piu' periferiche non arreca vantaggio ne' al titolare ne' ai collaboratori ne' agli stessi utenti.
Non vi e' nessuna deregulation in questo modo , nella legge della Regione Lazio e' espresso chiaramente che chi chiede l'esonero dal notturno lo debba fare di anno in anno 90 gg prima della compilazione dei turni da parte dell'ordine dei farmacisti.
Nella mia farmacia e in altre come la mia si evince chiaramente come l'esonero dal turno e dalle festivita' creerebbe solo benefici a me e ai dipendenti , quanto agli utenti con un orario ormai dovunque allungato fino alle 21:30 non vedo che problema avrebbero a fare qualche km nello sporadico caso di un farmaco urgente, visto che ormai dalle 21:30 alle 09 del mattino dopo rimane solo la richiesta di biberon , contenitori dell'urina e succhietti per le farmacie piu' periferiche.., e' un come mettere ospedali in ogni comune per curare un raffreddore..
penso che la regione Lazio sia un valido esempio da seguire.
ordfarmsa - 15 Giu 2011 10:56:05
Oggetto:
15 GIUGNO

Farmacie, abolita la nuova legge.
Ripristinati vecchi turni e orari.
Approvato emendamento bipartizan


azairo - 15 Giu 2011 16:13:40
Oggetto:
Credo che l'approvazione dell'emendamento debba essere un punto di partenza , non di arrivo per un ulteriore discussione che comporti l'arrivo ad una normativa piu' definita che tenga conto di tante esigenze, non vorrei sembrare ripetitvo, ma la regione Lazio puo' essere un valido esempio.
ordfarmsa - 16 Giu 2011 11:02:39
Oggetto:
L’approvazione, nel dicembre scorso, di una legge che liberalizzava gli orari aveva registrato la netta opposizione delle rappresentanze di categoria.

Ora la giunta guidata da Stefano Caldoro torna sui suoi passi e corregge un testo legislativo che ha sei mesi scarsi di vita: si ritorna alla vecchia disciplina per i Comuni piccoli e medi, mentre per quelli con popolazione che supera gli 80.000 abitanti la liberalizzazione riguarderà soltanto i turni di notte, previa autorizzazione dell’Ordine competente.


maurizio - 16 Giu 2011 14:01:45
Oggetto:
A me piace il titolo del thread, e voglio girarlo alla Corte Costituzionale. Ma sono arrivato tardi di 8 anni.
Nel 2003, a seguito di ricorso al Tar contro la legge della Regione Lombardia, il tribunale amministrativo investì la Corte dell'incarico di pronunciarsi sulla costituzionalità o meno di una legge che stabilisca turni e orari per le farmacie
La sentenza è la 27 del 2003, per chi avesse voglia di leggerla tutta.
Per quanto riguarda il nostro argomento, è interessante riflettere su quanto scrive l'Alta Corte:
Citazione:

Infatti, le finalità concrete che la legge vuol raggiungere con il contingentamento delle farmacie (assicurare ai cittadini la continuità territoriale e temporale del servizio ed agli esercenti un determinato bacino d’utenza) vanno nello stesso senso di quelle che si vogliono conseguire con la limitazione dei turni e degli orari, in quanto, come è stato più volte osservato, l’accentuazione di una forma di concorrenza tra le farmacie basata sul prolungamento degli orari di chiusura potrebbe contribuire alla scomparsa degli esercizi minori e così alterare quella che viene comunemente chiamata la rete capillare delle farmacie. Esiste in altri termini, nella non irragionevole valutazione del legislatore, un nesso tra il contingentamento delle farmacie e la limitazione degli orari delle stesse, concorrendo entrambi gli strumenti alla migliore realizzazione del servizio pubblico considerato nel suo complesso.

Poi ognuno può tirare o spingere verso dove gli fa più comodo, a me piace pensare che almeno i giudici costituzionali siano più super partes di tanti colleghi, me compreso
maurizio - 16 Giu 2011 14:18:17
Oggetto:
Per contribuire e arricchire l'argomento, questa è una lettera aperta di una farmacia che da anni non rispetta nè turni, nè orari.
La parte quotata è il commento di un collega che ha voluto sottolineare i passaggi salienti

"Il modello liberista, nasce dalle richieste dei cittadini di ampliare il servizio farmaceutico anche ai giorni festivi, cittadini che non riescono a comprendere perché mai per tutti gli esercizi commerciali sia stata varata una larga “deregulation” mentre per il settore farmacia, che a rigor di logica, dovrebbe per primo aprirsi alle richieste del pubblico, si sia restati ad orari rigidi e turnazioni di difficile lettura.
Citazione:

Forse perchè siamo parte di un servizio pubblico di assistenza e non un esercizio commerciale come lei vorrebbe diventassimo? Certo le turnazioni per alcuni sono così difficili da leggere che fanno prima a stare sempre aperti: così non si sbaglia!! A volte le cose sono talmente semplici che uno nemmeno ci pensa....

Gli orari e i turni di chiusura delle nostre farmacie sono materie a lungo dibattute in questi anni in molte sedi: le nostre rappresentanze (ordine e sindacati) si sono sempre schierate contro ogni ipotesi di variazione della legge proposta dei colleghi Leopardi e Brocchieri ed approvata dalla Regione del Lazio del 2002 sulla base del ragionamento che la farmacia vada intesa come un servizio a rete con maglie tutte uguali che nel suo insieme, garantisce la continuità dell’assistenza farmaceutica sul territorio.
Citazione:

Il servizio farmaceutico anche nei giorni festivi è ampiamente regolamentato da una legge regionale e nessuno, anche chi non la condivide, ha il diritto di porsi sopra la stessa, vivendo ancora in quello che dovrebbe essere uno Stato di Diritto. Il ragionamento che la farmacia vada intesa come un servizio a rete non è una fantasia di consiglieri Brocchieri e Leopardi in preda ai fumi dell'alcool, ma un ragionamento fatto proprio dalla Corte di Cassazione e ribadito alla Corte di Giustizia Europea. Capisco che in Italia ormai lo sport più diffuso è sparare sulla magistratura, ma dovremmo mostrare più serietà e seguire meno le mode

E’ un ragionamento, a mio avviso, non solo superato dai tempi, cosi come ci dicono i testi di economia
Citazione:

(????? vorrei tanto sapere quali; e poi qui si parla si assistenza farmaceutica, mica di bancarelle di dolciumi)

e l’Autorità Garante della Concorrenza,
Citazione:

(ma chi? Quello sempre così attento a banche, assicurazioni, telecomunicazioni, trasporti?)

ma anche dalle normative in essere che consentono, a richiesta, di effettuare il servizio diurno e notturno volontario, cioè a restare aperti 150 ore settimanali invece di 44. Come è possibile che le maglie restino tutte uguali?
Io credo e siccome lo credo, sono pure costretta a farlo
Citazione:
ecco, questo è il punto più alto di tutta la lettera. Da parte mia credo che un buon menage familiare si regga sulle bastonate che alla sera scarico sulla schiena di mia moglie. Non importa se è la violazione di ogni rispetto umano e di legge, io lo credo e sono automaticamente costretto a farlo. E pensare che c'è chi paga per andare a teatro a farsi due risate..
che la logica della rete debba essere mantenuta solo per la densità della farmacia, una ogni 4.000 abitanti, per l’orario minimo di apertura, per la turnazione obbligatoria, purché sia regolata in funzione delle necessità dell’utenza e non della comodità del farmacista
Ci sarà chi vorrà posizionarsi in una via secondaria con piccola metratura, risparmiando sull’affitto; altri potranno preferire le vie principali o le piazze e metrature più importanti, in modo da poter offrire, oltre ad una maggiore varietà di prodotti, anche i servizi accessori previsti dalla nuova normativa.
Citazione:

Però riflettendoci bene ha proprio ragione, io quest'anno ho scelto di preferire di andare tre mesi in vacanza a Porto Rotondo in una villa di tremila metri quadri. Questo però non dovrà impedire, a chi vuole, di andare una settimana a Rimini alla pensione “ Miramare” 30 euro pensione completa. Siamo o no in democrazia? E quello che mi sono bevuta prima di scrivere certe castronerie era robetta di classe o no?


Ci sarà chi vorrà attenersi all’orario minimo, perché ha anche altri interessi nella vita
Citazione:

,( io invece mi sacrifico solo per i miei poveri pazienti e infatti sto 12 ore al banco a servire aspirine)

e chi lo vorrà ampliare. Purché rispetti i “blocchi” degli orari (se fa il notturno lo faccia per intero, prendendosi il buono e il cattivo, non stia aperto solo dalla 20 alle 22) non si vede perché gli dovrebbe essere impedito.
Citazione:

E certo, siamo tutti liberisti, ma fino a quando ci fa comodo. Si liberalizzi tutto, ma non toccate il mio Breil, il mio notturno ben protetto e guai a chi non rispetta gli orari a mio danno. Io faccio carne di porco di turni e orari, sto aperta sabato, domenica e tutte le notti, ma non vi azzardate a tenere aperto dalle 20 alle 22 perchè quello sì che sarebbe un reato!

L’importante è che tutto venga attentamente monitorato dalle ASL competenti in modo da assicurare il servizio farmaceutico con buona uniformità su tutto il territorio.
Citazione:

Ma come uniformità....ma allora non ho capito un picchio di quello che ha detto fino ad ora!

Capisco che imodello conservatore, sia all’antitesi di questa logica: tu ritieni che sia da preferire la fratellanza tra i farmacisti e non ti sfiora neppure il dubbio che in questo modo stai tradendo la tua missione, privilegiando il rapporto con il collega rispetto a quello con il cittadino"

Citazione:
Madre Teresa di Calcutta sarebbe fiera di questa ultima parte. Se il fatturato della farmacia fosse devoluto in opere di bene, ma ci sono grossi dubbi in proposito

marcello - 18 Giu 2011 12:03:27
Oggetto: incredibile!!!!
A proposito di deregulation selvaggia il consiglio regionale della Campania ha approvato un emendamento che unico nel suo genere in Italia introduce la flessibilità delle sedi (fregandosene della pianta organica tanto difesa perfino davanti alla Corte di Giustizia EUROPEA!!!!!!), ovvero la norma, «al fine di garantire il pubblico servizio in casi di necessità e di urgenza, per comprovati eccezionali motivi», autorizza «il trasferimento dei locali di una farmacia anche al di fuori del perimetro della sede, purché nelle immediate adiacenze» su decisione del Consiglio regionale sentiti il Comune e l'Ordine provinciale competente.
Bisognerà vedere quali farmacie beneficeranno di tale normativa che sicuramente sarà a discapito di qualche collega.......
E voi cari colleghi vi state preoccupando degli orari?
E' giusta una norma che favorisce le farmacie delle città con 80.000 abitanti per il servizio notturno e penalizza le farmacie delle altre città?
Ma non ci stiamo battendo per essere tutti uguali? (eccezion fatta per le sole farmacie rurali che storicamente hanno agevolazioni differenti).

Fino a quando permetteremo ad alcuni colleghi furbi che ci rappresentano di fare i loro COMODI.... e ciò vale soprattutto per la flessibilità delle sedi saremo sempre in balìa di Bersani et al. ( difendiamo la pianta organica e quando a qualcuno conviene invade la zona del collega situato NELLE IMMEDIATE ADIACENZE!)

Bisogna riflettere e cercare di ripulire la categoria attraverso un dialogo onesto e veritiero!
Buon lavoro a tutti.
Pres.Tutti i Farm.sù Fb12 - 20 Giu 2011 19:13:44
Oggetto:
COME SI VEDE L'ARGOMENTO TRATTATO è DI IMPORTANZA NOTEVOLE ASPETTIAMO SEMPRE LE VOSTRE RISPOSTE ed i VOSTRI PENSIERI IN MERITO Rolling Eyes
azairo - 27 Giu 2011 12:52:37
Oggetto:
Della legge sui turni delle farmacie modificata il 23/06/11 non c'e' traccia nei Burc, tuttavia da quello che si e' intuito limita notevolmente la liberta' dei singoli titolari in quanto se da un lato impedisce di aprire liberamente nei giorni festivi e di domenica, dall'altro consente aperture serali fino alle 21,30 -22,00 rendendo a molte farmacie periferiche antieconomico e inutile il turno notturno dalle 22 alle 09 del mattino successivo senza concedere loro nessuna garanzia a chi deve rimanere di turno notturno e nemmeno una definita e non penalizzante liberta' di non svolgere un servizio per un guadagno netto che in molti casi si aggira intorno ai 20-30 euro, non conosco nessun lavoratore in Italia che percepisce una tale somma per 13 ore di lavoro notturno, nemmeno una badante dell'est, con tutto il rispetto dovutole.
ordfarmsa - 29 Giu 2011 10:43:34
Oggetto:
Il Denaro 29/06/11
Farmacie: aboliti gli orari liberi

ordfarmsa - 11 Lug 2011 08:16:25
Oggetto:
Campania, nuove regole per aperture e turni delle farmacie

Regolamentare le aperture delle farmacie in modo da evitare un'eccessiva concentrazione negli orari più redditizi, fornire all'utenza informazioni sicure sui turni e tutelare la popolazione dei territori più complessi. Questi gli obiettivi della legge licenziata giovedì scorso dalla Campania che regolamenta in maniera organica turni e orari delle farmacie regionali. «Secondo la nuova legge (n. 146 del 14/6/2011)» si legge nella nota diramata da Federfarma Campania «tutte le farmacie della Regione restano aperte per un orario settimanale compreso tra le 44 e le 60 ore. È previsto il riposo, secondo quanto stabilito dai contratti di lavoro per il personale dipendente. Tutte le farmacie urbane e rurali, non di turno, rimangono chiuse di domenica e durante le festività infrasettimanali. Ulteriori aperture dovranno essere autorizzate dal consiglio dell'Ordine, sulla base di esigenze pubbliche motivate. Il turno notturno viene stabilito secondo una rotazione che vede impegnate tutte le farmacie del territorio e in base agli orari stabiliti dall'Ordine e dall'Asl competente». Sulla legge, esprime soddisfazione Ferdinando Foglia, presidente dell'Ordine dei farmacisti di Caserta: «La nuova norma» ha sottolineato «consente di riordinare un settore che andava allo sbando. Si è tenuto conto in modo organico delle esigenze degli utenti dei piccoli e grandi centri. La collaborazione con le istituzioni è stata soddisfacente. Con un lavoro minuzioso, sono state eliminate tutte quelle sperequazioni che la precedente normativa aveva creato».
marcello - 17 Lug 2011 21:28:47
Oggetto: alla faccia della legislazione!!!!!!!
E COSI' ALLA FINE ABBIAMO CREATO LE FARMACIE DI SERIE A E DI SERIE B.
VI PREGO DI LEGGERE IL COMUNICATO DELL'ORDINE DEI FARMACISTI DI NAPOLI. SI HA IL CORAGGIO DI ELIMINARE IL RIPOSO SETTIMANALE NONOSTANTE TUTTI SI SONO TANTO BATTUTI PER IL RIPRISTINO DELLA LEGGE. MA L'ECCEZIONE VALE SOLO PER ALCUNI COLLEGHI. E' UNA VERGOGNA!!!!!!
E ALLORA MI CHIEDO
NON E' PIU' ONESTA UNA LIBERALIZZAZIONE UGUALE PER TUTTI E NON PER I SOLITI FURBETTI?





Ordine dei Farmacisti di Napoli: orari e turni Farmacie di Napoli e Provincia PDF Stampa E-mail

Si ricorda che sul Bollettino Ufficiale della Regione Campania (B.U.R.C.) N. 40 del 28 Giugno u.s. è stata pubblicata la Legge Regionale N. 10 del 27 Giugno 2011. La sopraccitata legge, entrata in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione sul BURC, dunque il 29 Giugno u.s., prevede un massimale di ore di apertura settimanale (60 ore), l’intervallo pomeridiano durante l’orario giornaliero ed il riposo settimanale. Si precisa che gli orari ed i turni di servizio comandato delle farmacie per l’anno 2011 di tutti i comuni di Napoli eProvincia, già deliberati dalle competenti Autorità su proposta di questo Ente, restano pienamente vigenti, in quanto tutti elaborati alla luce di un quadro normativo allora in corso di validità (Legge Regionale N. 1 del 15 Gennaio 2010) che, proprio come quello attuale, prevedeva un massimale di ore di apertura settimanale (60 ore), l’intervallo pomeridiano durante l’orario giornaliero ed il riposo settimanale. Si raccomanda pertanto il pedissequo rispetto degli orari e dei turni di servizio già deliberati per l’anno 2011, in particolare proprio per quanto attiene alla previsione dell’intervallo pomeridiano durante l’orario giornaliero ed al riposo settimanale in occasione del Sabato (Sabato pomeriggio o Sabati alterni, a seconda dello schema dei turni deliberati per ogni Comune su proposta dell’Ordine e non sulla scorta di un inesistente principio di autodeterminazione da parte del singolo Titolare di farmacia). In relazione poi alle aperture delle farmacie nei giorni festivi in aggiunta a quelle di turno, la L.R. 10/2011 ha proceduto alla sola liberalizzazione relativa ai giorni infrasettimanali, mentre ulteriori aperture Domenicali devono essere autorizzate su proposta del consiglio dell’Ordine competente per territorio sulla base di esigenze pubbliche motivate. Pertanto, in attesa del rilascio di eventuali successivi dispositivi autorizzativi da parte dello scrivente Ordine in merito ad ulteriori aperture domenicali, a tutt’oggi i Titolari di farmacia che si sono avvalsi della facoltà di assicurare il servizio tutte le Domeniche dell’anno 2011, non possono più espletare detto servizio aggiuntivo. Ciò premesso, la sopraccitata L.R. 10/2011, con una formula emendativa del tutto innovativa, ha introdotto un netto elemento di distinguo relativo ai comuni con popolazione superiore ad ottantamila abitanti, nei quali, a differenza degli altri comuni, è consentito l’espletamento del servizio notturno permanente volontario in aggiunta al turno comandato. Proprio alla luce di questo elemento distintivo introdotto dalla vigente Legge Regionale, l’Ordine dei Farmacisti di Napoli e Provincia, nell’ambito del proprio ruolo previsto dalla norma di Ente proponente il dispositivo degli orari di servizio e dei turni nei comuni di propria competenza, nella seduta di Consiglio del 5 Luglio u.s., nell’ottica di operare un ragionevole bilanciamento delle esigenze contrapposte contemperando i due fattoriconcorrenti nella fattispecie (necessità di ripristinare un sistema di regole con la reintroduzione del massimale di ore lavorative e necessità di rimuovere elementi eccessivamente ostativi alla progressione economica ed alle rinnovate abitudini della popolazione che vedono concentrarsi nella giornata del Sabato, ed in particolare del sabato mattina, l’aumento dei flussi di mobilità verso il comune Capoluogo di Provincia ed i comuni più popolosi della Provincia di Napoli), ha emanato la seguente Delibera. Nei comuni di Napoli e Provincia con popolazione superiore ad ottantamila abitanti,
IN CONSIDERAZIONE dell’aumentata domanda di assistenza farmaceutica connessa agli ormai consueti flussi migratori verso il Capoluogo di Provincia ed i comuni più popolosi della Provincia di Napoli che si registrano in particolare in occasione del Sabato mattina, dal momento che questi comuni rappresentano abituali mete da parte dei cittadini di comuni meno popolosi per la presenza di centri medici e strutture ospedaliere pubbliche e private di tradizionale riferimento, per la maggiore e consolidata presenza di più accorsati centri commerciali, più importanti aree di snodo del traffico locale e nazionale (stazioni ferroviarie, scali marittimi, etc.), più rinomate ed attrezzate strutture deputate allo sport, allo svago ed al tempo libero,
IN CONSIDERAZIONE delle evidenti criticità che si registrano nei comuni di Napoli e Provincia con popolazione superiore ad ottantamila abitanti inevitabilmente connesse alla vasta e complessa articolazione dei propri territori, che rappresentano spesso elementi di preoccupante disorientamento per la popolazione assistita e possono comportare difficoltà nella individuazione tempestiva della farmacia di turno più vicina,
RITENUTA altresì primaria, proprio nell’ottica di rispondere con crescente efficienza alla necessità di assicurare nelle aree a più elevata criticità un maggiore e migliore servizio a favore ed a tutela dei cittadini assistiti, l’esigenza di assicurare l’introduzione di elementi di flessibilità ed adeguatezza del servizio farmaceutico offerto sul territorio dei comuni di Napoli e Provincia con popolazione superiore ad ottantamila abitanti, curando nel contempo il pieno rispetto della forte connotazione etica e professionale connessa al sistema dei turni e degli orari di servizio delle farmacie
RITENUTO infine assolutamente indifferibile scongiurare ogni possibile rischio di sguarnire eccessivamente, in occasione del Sabato mattina nei comuni ad elevata criticità (per l’appunto nei comuni di Napoli e Provincia con popolazione superiore ad ottantamila abitanti), un servizio essenziale e di pubblica utilità qual è il servizio di assistenza farmaceutica
DELIBERA nell’ambito del proprio ruolo previsto dalla norma di Ente proponente il dispositivo degli orari di servizio e dei turni nei comuni di propria competenza, la seguente proposta: Le farmacie di Napoli e Provincia con popolazione superiore ad ottantamila abitanti in via sperimentale e comunque fino al 31 Dicembre c.a. resteranno aperte tutti i Sabati mattina ad eccezione del proprio periodo di ferie estive e dei Sabati eventualmente ricadenti in un giorno festivo, se non di turno comandato ovvero se non aderenti al servizio aggiuntivo relativo alle aperture delle festività infrasettimanali. In occasione del Sabato pomeriggio il turno di servizio comandato sarà assicurato dalle farmacie che risultano di turno la Domenica successiva. Al fine di garantire un adeguato servizio in occasione del sabato pomeriggio, i titolari di farmacia del Comune di Napoli e di tutti i Comuni della Provincia a prescindere dal dato della popolazione, dovranno comunicare la loro disponibilità allo scrivente Ordine entro 10 giorni dalla ricezione della presente. (traminte fax al n. 081 5520961 o all’indirizzo email
) Pertanto quest’Ordine ricevute le disponibilità di cui sopra provvederà a trasmettere alle Autorità competenti la nuova proposta di turnazione per i relativi provvedimenti autorizzativi.
È gradita l’occasione per porgere ben distinti saluti.
IL SEGRETARIO IL PRESIDENTE
(Prof. Vincenzo SANTAGADA) (Dr. Giovanni Pisano)
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